Minacce per l’assunzione delle mogli: “Vengo a Caserta e gli faccio male”

Due fratelli arrestati per la tentata estorsione al referente di una ditta di pulizie

“Digli a… che vengo fino a Caserta a prenderlo e gli faccio male”. Per ottenere l’assunzione delle rispettive mogli a condizioni contrattuali vantaggiose hanno compiuto atti violenti e minacciosi  nei confronti del referente aziendale della società vincitrice della gara d’appalto del servizio di pulizia del Municipio di Fasano, nel brindisino. I carabinieri della compagnia di Fasano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due fratelli di Fasano, Luciano e Cosimo Ancona, rispettivamente di 61 e 50 anni perché accusati di tentata estorsione. 

La vicenda, come spiega BrindisiReport, è strettamente correlata alla gara d’appalto, effettuata il 24 gennaio scorso, indetta per le pulizie nella sede del Comune di Fasano, in cui è risultata aggiudicataria una nuova ditta, rispetto a quella del quinquennio precedente. Il nuovo contratto, in ragione del taglio previsto rispetto al pregresso appalto, ha prodotto una decurtazione del 30 per cento delle ore di lavoro.

Da quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Fasano, diretta dal capitano Daniele Boaglio, i fratelli Ancona hanno tentato di ottenere l’assunzione delle rispettive mogli senza che a loro fosse praticata alcuna decurtazione sia di orario che di stipendio. “Al fine di conseguire il loro obiettivo, hanno compiuto atti finalizzati a costringere il referente aziendale ad assumere le due donne a diverse condizioni da quelle proposte dall’azienda”, si legge in una nota dei carabinieri.

I fratelli Ancona si sono presentati insieme alle mogli alla stipula del nuovo contratto, comunicando che le stesse non lo avrebbero firmato, e dicendo al referente aziendale “con tono e modi minacciosi di voler dialogare direttamente con il titolare”. I due pretendevano di imporre che il contratto fosse stipulato negli stessi termini del precedente. "Digli a… che vengo fino a Caserta a prenderlo e gli faccio male…”, avrebbe detto Luciano al referente aziendale riferendosi al titolare della ditta. Cosimo, invece, “in maniera spavalda, con atteggiamento contrariato, ha mostrato al suo antagonista, per intimidirlo, una pistola di piccole dimensioni, tenuta nella tasca del giubbotto”.

“In sostanza, i fratelli Ancona molto conosciuti nell’area fasanese per via di pregresse vicissitudini di alcuni membri della loro famiglia, hanno attuato condotte connotate da intimidazione, minaccia e violenza, integrando i reati contestati”. Gli arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati rinchiusi nella casa circondariale di Brindisi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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