Minacce a Capacchione e Saviano: processo bis per boss ed avvocati

Il giudice ha disposto il rinvio a giudizio per Bidognetti, Santonastaso e D'Aniello

Rosaria Capacchione con Silvestri e Vasaturo

Sarà processo bis per il boss dei Casalesi Francesco Bidognetti, alias Cicciotto e' Mezzanotte, e per gli avvocati Michele Santonastaso e Carmine D'Aniello, accusati di minacce aggravate dal metodo mafioso nei confronti della giornalista Rosaria Capacchione e di Roberto Saviano.

Questa la decisione del giudice per l'udienza preliminare di Roma che ha disposto il rinvio a giudizio per i tre con il processo che prenderà il via a metà novembre. Il procedimento trae origine dal proclama letto in aula da Santonastaso nel 2008 con cui sarebbero stati minacciati lo scrittore e la giornalista oltre a diversi magistrati. E proprio le intimidazioni ai magistrati sono alla base dell'annullamento della sentenza di primo grado, pronunciata dal giudice di Napoli, con cui era stato condannato solo Santonastaso, condannato a 1 anno, mentre D'Aniello e Bidognetti erano stati assolti. Ma essendo i destinatari delle minacce magistrati il processo andava celebrato a Roma.  

Il giudice ha accolto la costituzione di parte civile della Federazione nazionale della Stampa italiana, rappresentata oggi in aula dal componente di Giunta e segretario del Sindacato unitario Giornalisti Campania, Claudio Silvestri.  "Il giudice ha ammesso la costituzione in giudizio della FNSI riconoscendo il sindacato come soggetto direttamente leso dalla condotta mafiosa ascritta agli imputati che ha inciso sull’esercizio del diritto costituzionale alla libera informazione", rileva l’avvocato Giulio Vasaturo, che assiste nel processo la Federazione nazionale della Stampa italiana. 

“Ringraziamo l’avvocato Vasaturo e il Sugc e, anche in questa occasione, esortiamo colleghe e colleghi a fare da scorta mediatica a Rosaria Capacchione e Roberto Saviano. Eravamo in aula questa mattina e saremo di nuovo in tribunale il 20 settembre, insieme con l’Usigrai, il Cdr del Tg3, Articolo21, Libera e tutte le associazioni che hanno aderito alla campagna #NoiNonArchiviamo, in occasione dell’udienza relativa alla richiesta di archiviazione delle indagini sull’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin", affermano Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della FNSI. 

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