Minacce, danni ed aggressioni in carcere: Zagaria a giudizio

Il boss ha schiaffeggiato un agente e distrutto telecamere e finestre nel penitenziario di Milano

Il boss dei Casalesi Michele Zagaria

Agenti della penitenziaria aggrediti, telecamere e finestre rotte, minacce. Sono queste le accuse per le quali il boss dei Casalesi Michele Zagaria è stato rinviato a giudizio dinanzi al giudice monocratico di Milano per una serie di condotte illecite all'interno del carcere di Milano Opera dove è stato detenuto prima del suo trasferimento, ad agosto, al penitenziario di L'Aquila.

Furono 14 giorni di follia, tra il 5 ed il 19 maggio dell'anno scorso, durante i quali Zagaria, recluso da 8 anni al 41 bis, ha picchiato, danneggiato, dispensato minacce. Intimidazioni come quelle rivolte ad un agente del penitenziario milanese: "Se quel rapporto esce dalla sezione io prendo 15 giorni di isolamento...deve cancellare dal rapporto la parte dove io le dico di avvicinarsi di più al cancello della cella per aggredirla, oppure deve strappare il foglio", ma anche minacce a psichiatri ed al direttore del carcere. Tra le contestazioni anche l'aver dato due schiaffi ad un poliziotto penitenziario, l'aver rotto la telecamera che lo monitorava con un bastone e la finestra della sua cella.

Tutte accuse per le quali la Procura di Milano ha disposto il rinvio a giudizio con immediato, con i processi, che saranno trattati singolarmente, che prenderanno il via dal prossimo marzo.

Sempre a marzo Zagaria, difeso dall'avvocato Paolo Di Furia, dovrà comparire dinanzi ai giudici del tribunale di Napoli Nord per i messaggi all'esterno filtrati attraverso le videoconferenze in udienza o i colloqui con i suoi familiari. 

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