Minacce di morte in carcere per il parroco accusato di violenza sessuale

Don Michele Barone trasferito a Secondigliano per le minacce subite a Vallo della Lucania

Don Michele Barone

Trasferito dal carcere per le minacce subite in cella. Don Michele Barone, il prete del Tempio di Casapesenna accusato di maltrattamenti su una minorenne e abusi sessuali su due donne, è stato portato dal carcere di Vallo della Lucania (Salerno) alla casa circondariale di Secondigliano a Napoli.

Le minacce in carcere che hanno portato al trasferimento di don Barone, scrivono da ‘Le Iene’, sarebbero documentate anche da un video in cui si vede un acceso diverbio con quattro detenuti, tra italiani e uno straniero. Si sarebbe partiti dai primi screzi arrivando fino alle botte e alle minacce di morte. Il tutto sarebbe avvenuto nella sezione dove si trovano le persone condannate per reati sessuali

Nei giorni scorsi il parroco, sospeso dal sacerdozio dalla Curia di Aversa, aveva sorpreso tutti durante l’udienza tenutasi in tribunale a Santa Maria Capua Vetere venendo accompagnato dagli avvocati Maurizio Zuccaro e Camillo Irace. I due legali hanno preso il posto di Carlo Taormina, che non è più quindi il difensore del parroco di Casapesenna.

Don Michele Barone è stato arrestato a febbraio, quando in seguito ad una inchiesta de ‘Le Iene’ erano emersi i suoi soprusi su una 13enne, vittima di maltrattamenti durante gli “esorcismi” del prete. Con don Michele sono imputati anche i genitori della bambina e il dirigente del commissariato di polizia di Maddaloni Luigi Schettino, che avrebbe pressato la sorella della 13enne per impedirle di presentare la denuncia contro il parroco.

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