Migrante sparato, i volontari "sfidano" Salvini: "Ora venga a Caserta" | LE FOTO

Gli operatori del progetto Sprar invitano il Ministro dell'Interno a confrontarsi con i ragazzi

Il ragazzo sparato di spalle per evitare ritorsioni

"Invitiamo il ministro Salvini a venire qui a Caserta". Sono queste le parole, pronunciate quasi come un ritornello, da parte degli operatori del progetto Sprar del Comune di Caserta, gestito dal Centro Sociale ex Canapificio, dopo gli spari con una pistola ad aria compressa nei confronti di due migranti al grido "Salvini, Salvini". 

"Non ci interessa personalizzare l'episodio - spiega Vincenzo Fiano - Invitiamo i ministri Salvini e Di Maio a Caserta per parlare dei veri problemi dell'immigrazione. Il brutto clima che si respira in questi ultimi tempi deriva proprio dal fatto che non si affrontano i nodi cruciali della questione. In primis la clandestinità, un'esigenza perchè mancano canali d'ingresso regolari. E ancora la permanenza. Ci sono immigrati che sono sul territorio da anni e che non riescono a regolarizzarsi e che, al tempo stesso, non possono essere espulsi. Molti di loro hanno figli nati in Italia e che frequentano le nostre scuole. Infine il reddito che rappresenta una risposta alla disoccupazione. Reddito che sia di cittadinanza o di inclusione. li invitiamo ufficialmente a Caserta per parlare con noi e con questi ragazzi di queste problematiche".

A condannare l'episodio anche Gianluca Castaldi, responsabile per l'immigrazione della Caritas. "A noi non interessa se gridavano il nome di Salvini - spiega - E' il gesto che è sbagliato. Di certo si è creato un clima di odio e certe dichiarazioni di Salvini legittimano simili cose. Salvini è il Ministro dell'Interno e come tale deve occuparsi della sicurezza. Non è più in campagna elettorale. Da Ministro dell'Interno deve trovare formule sicuramente diverse e qui ne abbiamo trovate. Abbiamo creato un modello Caserta sull'inclusione, un modello che funziona. Si lavora sugli stranieri e sugli italiani e ci sono quartieri in città dove questi ragazzi sono perfettamente integrati con progetti di riqualificazione di spazi pubblici e con il Piedibus. C'è chi dice che non vuole gli immigrati, in questi quartieri le persone ne vorrebbero di più per il contributo che danno ogni giorno". 

E tra gli operatori dello Sprar c'è anche Maria Rita Cardillo che ribadisce come "questo clima di odio non porta a nulla. Domani (20 giugno nda) alla piazzetta di via Arno ci sarà una manifestazione in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato con momenti di riqualificazione e di scambio culturale in un clima disteso e di festa. Caserta è una città di integrazione e questi episodi vanno condannati".    

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Se l'episodio da far west da un lato non è stato personalizzato dall'altro c'è preoccupazione per "la coincidenza tra le dichiarazioni di Salvini - rivelano gli avvocati dell'ex Canapificio Francesco Pugliatti ed Ida Grasso - e quanto accaduto a Caserta. Non tutti interpretano le dichiarazioni di un ministro allo stesso modo e c'è il rischio concreto che una cattiva interpretazione di quelle parole possa portare ad episodi di violenza come quello che è effettivamente accaduto". 

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