Mamma uccisa, resta il giallo dell’orario della morte

In aula il medico legale, ma non dissipa i dubbi

Katia Tondi

L’orario in cui Katia Tondi è stata uccisa all’interno della sua abitazione nel parco Laurus a San Tammaro resta un giallo. Neanche la testimonianza del medico legale quest’oggi davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere hanno diradato le nubi attorno ad un punto focale per capire se il marito della giovane mamma, Emilio Lavoretano di Santa Maria Capua Vetere, unico imputato sotto processo, era davvero in casa al momento in cui sarebbe avvenuto il delitto.

La dottoressa che è stata ascoltata oggi in aula ha infatti chiarito che non c’è possibilità di stabilire un orario della morte in un range inferiore alle due ore, cosa questa che rende praticamente impossibile sostenere le tesi della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e del pm Domenico Musto né quelle della difesa (rappresentata in aula dall’avvocato Natalina Mastellone).

Anche perché dall’analisi della relazione consegnata dal medico legale intervenuta sul luogo dell’omicidio nel luglio 2013, emergono discrepanze tra gli orari indicati del possibile decesso attraverso la rilevazione della temperatura corporea (effettuata col tatto e non col termometro), dei lividi presenti sul corpo, del rigor mortis e dai residui gastrici trovati durante l’autopsia. E che non permettono di avere un orario certo in cui sarebbe avvenuto l’omicidio di Katia, dopo che la vittima era stata in compagnia della mamma ed aveva ricevuto la telefonata del marito alle 17,18, ultimo contatto ‘certificato’ a disposizione.

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