Medico arrestato per uno "scambio di persona"

Tre giorni ai domiciliari, poi la svolta. "Ho vissuto un incubo"

Ha vissuto le 60 ore più brutte della sua vita, finito agli arresti domiciliari senza spiegarsi il perché. Fin quando non è emersa la verità: è stato arrestato per uno scambio di persona. E’ l’incredibile vicenda che ha visto protagonista, suo malgrado, il medico Mario Mauriello, gastroenterologo classe 1954, arrestato mercoledì mattina dai carabinieri di Napoli, su ordine della Procura di Napoli Nord ad Aversa, per truffa allo Stato. 

Il “codice diverso” sulle ricette

Secondo gli inquirenti, infatti, il medico aveva firmato ricette mediche fasulle per permettere al titolare di un centro di analisi di ottenere il rimborso dal sistema sanitario. Ma qualcosa non quadrava in quelle carte: il grastroenterologo, infatti, non riusciva a riconoscere i nomi dei pazienti e non aveva memoria di aver firmato quei documenti. Ne ha discusso anche col suo avvocato difensore di Caserta Gennaro Caracciolo che, appena avute le carte a disposizione, si è accorto dell’errore. Il medico era incappato in un drammatico “scambio di persona” visto che il codice riportato sulle ricette non era il suo. 

La scarcerazione immediata senza interrogatorio

Da qui sono partite le successive verifiche che hanno portato alla svolta di questa mattina. Alle 11 era infatti fissato ad Aversa l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Iagulli, ma lo stesso è saltato: il gip ha firmato la revoca dell’ordinanza di custodia cautelare a carico del medico di Giugliano disponendone l’immediata liberazione.

“Ho vissuto un incubo”

Ottenuta la scarcerazione, il medico ha potuto tirare, così, un sospiro di sollievo: “Devo dire grazie all’avvocato Caracciolo che si è accorto di questo terribile errore. Pensi che io ho letto le pagine dell’ordinanza per ore, ma non riuscivo a capire da dove uscissero quei nomi e quelle prestazioni sanitarie. Era come se davanti ai miei occhi ci fosse un muro che non mi facesse vedere la realtà. L’avvocato ha avuto la perspicacia di verificare il codice regionale ed abbiamo capito l’errore commesso”. Il medico ammette le difficoltà vissute in questi giorni: “E’ stato un incubo che spero nessuno possa vivere. La fortuna è stata che gli arresti domiciliari sono durati poco”. E racconta quello che è stato il momento più difficile: “Sono stato trattato come un criminale. Il momento in cui mi hanno preso le impronte digitali ed il dna è stato per me un colpo durissimo”. Che ora solo il tempo potrà alleviare.

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