La riunione politica che diventa summit di camorra: ecco come venivano divisi gli appalti

Il ruolo di Francuccio, l’appoggio del senatore e la lista degli imprenditori approvata dal capoclan dei Casalesi per poter prendere parte alla spartizione delle risorse pubbliche

L'ex senatore Tommaso Barbato

Le lamentele c’erano. Soprattutto perché gli imprenditori si accorgevano ben presto che qualcosa nell’assegnazione degli appalti non andava come doveva. E così si faceva un primo “passaggio politico” che però finiva sempre alla stessa maniera e con la stessa frase: “Dovete parlare con Francuccio”. E’ quanto emerge dalle motivazioni della sentenza del processo Medea che ha visto condannare, tra gli altri, anche l’ex senatore dell’Udeur Tommaso Barbato, fedelissimo, negli anni passati, di Clemente Mastella, poi diventato consigliere regionale.

Era proprio lui il tramite del clan dei Casalesi per ottenere gli appalti del ciclo integrato delle acque in Regione Campania. Barbato ne discuteva con Francuccio Zagaria, cognato defunto del capo clan dei Casalesi Michele Zagaria: ed era proprio sul faccendiere (finito sotto la lente anche per gli appalti dell’ospedale di Caserta) che ricadevano tutte le richieste degli imprenditori dell’agro aversano che volevano prendere gli appalti in Regione Campania.

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“Dovete parlare con Francuccio” era la risposta che ascoltavano ogni volta. E si capisce il perché da quello che ha raccontato il pentito Massimiliano Caterino. Dopo che erano arrivate le richieste degli imprenditori per ottenere gli appalti, si svolgevano riunioni dove si decideva a chi far lavorare. “Francuccio aveva rapporti con l’Udeur, faceva parte del partito ed invitava al voto per esso. Tutto veniva organizzato da Franco Zagaria con l’avallo della politica per convogliare verso la lista di imprenditori di Franco Zagaria la maggior parte dei lavori. Lavori per i quali Zagaria prendeva il 50% se era socio paritario ovvero una percentuale diversa a secondo del rapporto con l’imprenditore”. E proprio il pentito ha raccontato di una riunione della famiglia Zagaria a Casapesenna, a casa dei fratelli Garofalo. Si discusse delle operazioni in Regione in relazione alle somme urgenze e della circostanza che il settore consentiva di guadagnare tanti soldi. Si approntò nell’occasione anche una lista delle imprese con le quali partecipare all’affare. La lista fu approvata con l’avallo di Michele”.

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