"Mi hanno fatto mangiare il demonio, poi don Michele mi ha liberata"

La testimonianza di una donna calabrese sull'incontro "miracoloso" con l'ex prete del Tempio

Don Michele Barone

"Mi hanno fatto mangiare il demonio, poi don Michele mi ha liberata". Lo ha detto una donna calabrese nel corso del processo a Michele Barone, l'ex prete del Tempio di Casapesenna, accusato di aver procurato lesioni ad una 14enne di Maddaloni, nel corso di pratiche esorcistiche medievali, e di violenza sessuale nei confronti di altre due fedeli. 

Nella mattinata di oggi dinanzi al collegio presieduto dal giudice Francica è proseguita l'escussione dei testi chiamati dal collegio difensivo di Barone, composto dagli avvocati Camillo Irace e Maurizio Zuccaro. Stavolta è toccato ad una donna calabrese ed alla signora irlandese che inizialmente aveva accusato l'ex prete salvo poi ritrattare tutto e dipingerlo come una specie di santo in aula.

La donna italiana, titolare di un lido dove spesso Michele Barone si è recato per le vacanze (accompagnato anche da giovani ragazze e ragazzi del suo gruppo di fedeli), ha spiegato di aver conosciuto l'ex prete a Medjugorie, nel corso di un pellegrinaggio. La donna non riusciva ad avere figli ed avvertiva una sensazione di malessere. Barone a quel punto fece "parlare l'altro", cioè il demonio, che la donna aveva nella pancia. "Me lo avevano fatto mangiare", ha spiegato ai giudici. Dopo la "liberazione" da parte di Barone la donna è riuscita a restare incinta altre due volte.

Differente la versione della testimone d'oltremanica che, inizialmente, aveva accusato l'ex sacerdote. L'irlandese ha spiegato che quelle accuse, lanciate in una chat, erano dipese dal fatto che in quel momento si era fatta suggestionare dai suoi interlocutori ma che lei quelle cose di Barone non le ha mai pensate. Inoltre la donna ha anche parlato del contesto in cui era maturato l'esposto di un prelato irlandese contro l'ex sacerdote. Nel corso di un pellegrinaggio a Medjugorie sarebbero stati alcuni suoi connazionali ad avvisare il vescovo irlandese perché don Michele gli aveva detto di non bere alcolici. 

Il processo riprenderà fra una settimana. Con Barone a processo è finito anche il dirigente del commissariato di Maddaloni Luigi Schettino ed i genitori della ragazzina. Nel collegio difensivo sono impegnati, inoltre, gli avvocati Carlo De Stavola, Giuseppe Stellato ed Umberto Pappadia. Le due ragazze che avrebbero subito violenza sessuale dal prete si sono costitutite parte civile al processo con gli avvocati Rossella Calabritto e Luigi Mordacchini.

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