Mamma uccisa, la sorella di Emilio si commuove in aula ricordando Katia

Scintille tra la mamma della vittima e la sorella di Lavoretano su un ‘particolare privato’ emerso nel corso della testimonianza di quest'ultima

Katia Tondi è stata uccisa nella sua casa a San Tammaro

Prima udienza post pausa feriale nel processo per l’omicidio di Katia Tondi, la giovane mamma di Santa Maria Capua Vetere uccisa il 20 luglio 2013 in un parco di San Tammaro. Davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere sono sfilati, convocati dal pubblico ministero Domenico Musto, cinque testimoni, parenti ed amico di Emilio Lavoretano, marito della vittima ed imputato del delitto. E’ stata un’udienza molto pacata rispetto alle ultime, con momenti toccanti ed emozionanti, come quando la sorella più piccola di Emilio si è commossa ricordando Katia, che lei aveva conosciuto quando aveva 2 anni e che l’ha, di fatto, vista crescere. Alla stessa, ha ricordato la teste, chiedeva spesso anche consigli sul trucco, trattandola praticamente come una sorella maggiore. 

Le uniche scintille si sono avute quando l’altra sorella di Emilio Lavoretano ha raccontato di un episodio riguardante la sfera privata di Katia e della mamma che ha spinto quest’ultima, presente in aula, ad intervenire contestando la testimone (che ha raccontato di essere stata presente ai fatti). A quel punto è stata proprio l'avvocato Natalina Mastellone, difensore di Emilio Lavoretano, a chiedere di ascoltare contestualmente la mamma di Katia per avere contezza immediata della contestazione effettuata. Ma dalla ricostruzione della signora Giordano è emerso che effettivamente l'episodio raccontato dalla testimone si era verificato. L’udienza è stata poi aggiornata ad ottobre quando saranno ascoltati gli uomini della polizia giudiziaria di Roma. Nel processo sono impegnati gli avvocati Gianluca Giordano per la parte civile e Natalina Mastellone, che rappresenta la difesa del marito imputato.

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