Mamma uccisa, il coltello comprato da Eduardo pochi giorni prima

Il figlio di Rubina dopo l'omicidio si è recato in farmarcia: si è medicato una ferita alla mano. Poi si è incamminato verso la Questura dove ha confessato l'efferato delitto. Portato in carcere dagli agenti

Rubina Chirico uccisa dal figlio nell'appartamento su corso Trieste

E’ stato interrogato per due ore negli uffici della questura di Caserta Eduardo, il 24enne che ha ucciso sua madre, Rubina Chirico di 52 anni, in un'abitazione al civico 42 di corso Trieste, in pieno centro di Caserta.

Eduardo ha ammesso le sue colpe

Eduardo ha raccontato quell'orrore avvenuto tra le mura domestiche. "Non ce la facevo più", ha detto agli agenti della Squadra Mobile di Caserta, di cui è dirigente Davide Corazzini, nel corso dell'interrogatorio svolto dal pm Faga della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Il 24enne ha raccontato con freddezza i dettagli di quell'atrocità, che hanno permesso di ricostruire la drammatica sequenza del delitto.

Il coltello acquistato qualche giorno prima 

Ha detto di aver acquistato il coltello qualche giorno prima con l'intenzione di utilizzarlo. Poi, nel cuore della notte, mentre Rubina stava dormendo, è entrato in camera da letto ed ha iniziato a colpirla con una furia lucida. Una, due, tre coltellate e poi altre ancora, al corpo ed al volto. Il numero dei fendenti sarà l'autopsia a fissarlo con certezza. 

Dopo l’omicidio è andato in farmacia

Rubina è rimasta inerme, non si è difesa. Secondo quanto ricostruito dalla sezione omicidi della Mobile, diretta dal funzionario Michele Pota, sul corpo del giovane non erano presenti segni di lotta. L'unica ferita, ad una mano, ha detto di essersela procurata da solo. Dopo il matricidio è andato in farmacia ad acquistare del disinfettante e delle garze per medicarsi. Intorno alle 12 si è recato in Questura. La scientifica si è immediatamente portata a corso Trieste trovandosi davanti una scena raccapricciante. La donna era a terra in camera da letto, massacrata.

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Rapporto deteriorato dai problemi psichici della donna

Il movente, secondo quanto riferito dal giovane nel corso dell'interrogatorio, è legato ad un rapporto deteriorato tra i due per i problemi psichici della donna. Una situazione di disagio che lo aveva portato a Spello, in provincia di Perugia, dove Eduardo viveva a casa di uno zio, salvo poi tornare a Caserta per stare con la madre durante questi giorni di quarantena. Era venuto per accudirla ma la convivenza forzata ha fatto riemergere quei vecchi problemi. L'epilogo è stato tragico. A carico del 24enne è stato spiccato un fermo indiziario di delitto. E’ stato portato al carcere di Santa Maria Capua Vetere in attesa della convalida da parte del gip.

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