La mamma di Emilio spiega i suoi 'dubbi': "Un omicidio non si può commettere in silenzio"

Assunta Bracciale parla a CasertaNews ed affronta alcune questioni spinose a 24 ore dalla sua deposizione. E sulla tensione con la consuocera aggiunge: "C’era una profonda mancanza di stima nei confronti del padre da parte di entrambi i figli"

Katia Tondi ed Emilio Lavoretano

Come era facile prevedere, la testimonianza in aula di Assunta Bracciale nel processo che vede il figlio (Emilio Lavoretano di Santa Maria Capua Vetere) imputato per l’omicidio della moglie Katia Tondi ha aperto nuovi scenari importanti ed ha creato anche ulteriori tensioni tra le famiglie della vittima e dell’indagato. Ma a 24 ore dalla propria testimonianza, la mamma di Emilio ha voluto chiarire a CasertaNews alcuni aspetti della deposizioni relativamente ai ‘dubbi’ che ha sollevato in aula rispondendo alle domande del magistrato Domenico Musto, degli avvocati di parte civile Rosanna Santoro e Gianluca Giordano, e del legale del figlio Natalina Mastellone.

La vicina di casa

“I miei dubbi sulla vicina di casa, la signora Rossi, riguardano il fatto che lei possa essere a conoscenza di qualche altra cosa”. E spiega: “Io non credo che da un appartamento attaccato al luogo dove è avvenuto l’omicidio (nel parco Laurus a San Tammaro, nda), lei non abbia sentito nulla. Tanto che lei stessa aveva dichiarato in udienza che quando cadeva qualcosa dalla casa accanto, lo sentiva ed ha anche parlato di una volta in cui aveva, addirittura, sentito Katia parlare di me. Ed allora è inverosimile che non abbia sentito nulla. Quando Katia è stata uccisa, indipendentemente da chi, avrebbe dovuto sentire qualcosa perché ha dichiarato di essere stata tutto il pomeriggio in casa. Se fosse accaduto un litigio o se vi fossero stati dei ladri, qualche rumore lo avrebbe dovuto sentire. Possibile che un omicidio sia avvenuto nel totale silenzio? E’ questo il dubbio che mi assale”.

Il padre di Katia

La mamma di Emilio ha poi voluto chiarire anche alcuni aspetti della sua deposizione relativamente alla posizione di Carlo Tondi, il padre di Katia, le cui parole, durante l’udienza, hanno creato una forte tensione con Assunta Giordano, la mamma della vittima, che è stata poi allontanata su ordine del presidente per escandescenze. “Che i rapporti di Katia col padre non fossero stati buoni, e quasi inesistenti da sempre, lo si evince dagli stessi dialoghi intercettati nelle conversazioni della famiglia Giordano e della famiglia Tondi. Da quanto dice il fratello di Katia e dagli appellativi che, anche in mia presenza, riserva al padre, c’era una profonda mancanza di stima nei suoi confronti da parte di entrambi i figli, tanto che non lo volevano vedere. E allora perchè la mia consuocera grida bugiarda al mio indirizzo e afferma che 'Katia voleva bene al padre'?”. 

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