Due morti sulla Variante: "Lutto cittadino per Giuseppe e Salvatore"

Il sindaco chiede poi maggiori interventi: "Quella strada è troppo pericolosa"

Il luogo della tragedia: hanno perso la vita due giovanissimi

'Dichiarerò il lutto cittadino quando i corpi di Salvatore e Giuseppe verranno riconsegnati ai loro cari'. È il sindaco di San Prisco Domenico D'Angelo che con commossa partecipazione sottolinea la sua vicinanza emotiva e fattiva alle famiglie Fusco e Mingione. Il 24 enne Salvatore Fusco ed il 19 enne Giuseppe Mingione entrambi sanprischesi sono stati accomunati da un tragico destino: perdere la vita nello stesso sinistro sulla 'variante della morte', SS 700.

Al chilometro 15,100 la Nissan Micra di Giuseppe Mingione e la Volkswagen Golf su cui viaggiava Salvatore Fusco si sono scontrate frontalmente. L'impatto fulmineo e violento ha stroncato in pochi attimi i due giovani sanprischesi. "Il dolore dei familiari é il medesimo di una comunità intera. Soffriamo tutti per la scomparsa prematura di Giuseppe e Salvatore", sottolinea il primo cittadino sanprischese.

Giuseppe Mingione aveva una grande passione per lo sport. Proprio questo amore per l'attività sportiva in particolare il calcio, lo aveva aiutato a superare la perdita della madre scomparsa a soli 45 anni per un malore fulminante. Avrebbe quest'anno conseguito il diploma di maturità ed in cantiere aveva tanti progetti per l'avvenire.

Salvatore Fusco dava una mano nel negozietto di alimentari degli zii materni dove lavorava anche la madre. I due ragazzi si incrociavano spesso per le strade sanprischesi e si frequentavano. Li accomunava il lavoro dei rispettivi padri due agenti della polizia penitenziaria in servizio presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

Il sangue sanprischese di Salvatore e Giuseppe non é stato il primo di cui si é nutrita la SS 700. Nel 2010 quando venne aperta la prima vittima fu Clemente Marino pilota di moto, cittadino sanprischese che su quell'asfalto maledetto poco dopo lo svincolo per Casagiove venne travolto da un autoarticolato lungo 18 metri che si era ribaltato in curva.

"Quanto sangue dovrà essere versato prima che ci si renda conta dell'ineguatezza della Variante - sottolinea il sindaco D'Angelo - é stata congeniata per un traffico viario degli anni settanta, mai adeguata ai nostri flussi di traffico odierni. Andrebbe rifatta daccapo. Lunghi rettilinei senza corsia di emergenza, curve pericolose che non consentono una corretta visuale e manto stradale pieno di buche e completamente dissestato. Percorrerla in queste condizioni é un pericolo continuo".

La SS 700 di proprietà dell'Anas che collega Maddaloni a Santa Maria Capua Vetere attraversando, San Nicola la Strada, Caserta, Casagiove, San Prisco e Curti, vanta un triste primato: 15 sinistri mortali. La lunga striscia d'asfalto di ben 16,500 chilometri composta dalla due varianti ex SS 7 via Appia e 265 dei Ponti della Valle, se da un lato defluisce il traffico suburbano dall'altro non risparmia sangue, lacrime e dolore. "La lunga scia di sangue mi auspico sia un cerchio che si chiude - conclude Domenico D'Angelo - ma se non si prende coscienza dell'innegabile criticità della Variante le morti proseguiranno".

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Basterebbero forse dei 'piccoli accorgimenti': illuminazione adeguata, installazione di rivelatori di velocità sempre troppo sostenuta dagli automobilisti, doppia banda sonora, uno spartitraffico, una migliore manutenzione del manto stradale. Nell'attesa che ci sia una coscienza civica che si scuota, quell'arteria cittadina sarà ancora dolorosamente sanguinolenta.

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