Natale di sangue, il dubbio feroce del sindaco: "Potrebbe non essere una fatalità"

Il 14enne Luigi è ancora in coma farmacologico in ospedale

Il sindaco di Parete Gino Pellegrino

Una comunità che si ribella alle accuse di omertà. Una comunità che chiede solo giustizia e che prega per il piccolo Luigi. Una comunità che affida al sindaco Gino Pellegrino la rabbia di troppi messaggi negativi giunti alla cittadinanza paretano: "Ci troviamo ad affrontare un momento molto difficile, probabilmente il più difficile di sempre. Mai come in questa occasione la nostra comunità è stata ferita così profondamente. Un ragazzo di soli 14 anni, un nostro figlio, poco più di un bambino, si trova a lottare tra la vita e la morte per colpa di un balordo. Non conosciamo ancora l’autore e le motivazioni. Potrebbe essere una fatalità ma potrebbe essere anche un male che pensavamo superato ed invece ritorna con maggiore violenza e crudeltà. Dopo gli attentati dinamitardi di inizio anno ci ritroviamo a scendere in piazza di nuovo. Questa volta con una carica emotiva in più: c’è in bilico la vita di un ragazzo. In questi giorni non solo abbiamo sofferto per Luigi, ma lo abbiamo fatto anche nel leggere alcuni giornali nazionali in cui la nostra comunità veniva descritta come il “Farwest”, un popolo di “omertosi”. C’è chi ha scritto che “Luigi è stato ferito due volte: dal colpo di pistola e dal silenzio dei paretani”.

Da sindaco di Parete queste frasi mi hanno fatto male, molto male. Purtroppo in questo anno la nostra comunità è stata sotto i riflettori nazionali a causa di quattro episodi tragici: le bombe notturne della camorra di gennaio e febbraio, il giovane Vincenzo Ruggiero trucidato e fatto sparire per motivi di gelosia, i due genitori anziani uccisi dal figlio malato e adesso lo sparo al piccolo Luigi. Si sono incrociati una molteplicità di mali che la nostra comunità ha solo subito e nulla c’entra con “l’essere paretano” e con la nostra collettività. Solo chi non conosce la nostra comunità può pensare e scrivere alcune assurdità.

Sono certo che nel caso di Luigi se qualcuno avesse visto non si sarebbe girato dall’altra parte. Chi aveva degli elementi li ha raccontati. Infatti non è necessaria una denuncia, basterebbe anche una semplice segnalazione. Ognuno di noi, anche se ha degli elementi che potrebbero sembrare non rilevanti segnalateli comunque ai Carabinieri oppure se avete preoccupazioni potete inviarli in forma anonima alle forze dell’ordine. Ogni cosa può essere utile alle indagini. Dobbiamo tirare fuori forza, coraggio e tanto cuore. Qui è in gioco la vita di un ragazzo, ma anche quella dei nostri figli. Stiamo su una strada di non ritorno. È in gioco l’esistenza stessa della nostra comunità e della nostra dignità. Non solo è importante partecipare alla fiaccolata di stasera, ma bisogna dire basta una volta e per sempre ad ogni forma di violenza. Chi paga il pizzo, chi si gira dall’altra parte, chi non denuncia è complice. I nostri nonni, i nostri bisnonni hanno rischiato la vita per la nostra libertà in guerre molto più difficili, oggi è arrivato il momento di fare la nostra battaglia per i nostri figli e i nostri nipoti. Se facciamo prevalere i nostri valori, la nostra determinazione, la voglia di difendere i nostri figli possiamo vincere ogni battaglia. Sono convinto che il popolo di Parete è formato da persone perbene, valorose e che sapranno restituire alla città ed ai propri figli la dignità che meritano. Dimostriamo all’Italia che ci guarda i veri valori del popolo di Parete. Partecipiamo in massa alla fiaccolata, nessuno può restare a guardare, sia per mostrare vicinanza a Luigi e alla sua famiglia sia per sbarrare una volta e per sempre le porte ad ogni forma di violenza ed illegalità"

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