I "furbetti del cartellino" della Reggia licenziati in tronco prima del processo

Sei custodi del complesso vanvitelliano licenziati per effetto della legge Madia

Uno dei dipendenti assenteisti ripreso dalle telecamere

Il licenziamento in tronco è scattato ancor prima che il pm si esprimesse sull’indagine coordinata dalla procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, in applicazione della legge Madia che consente di concludere un rapporto lavorativo anche prima dell’eventuale processo. Per questo sei dipendenti della Reggia, coinvolti nell’inchiesta sui “furbetti del cartellino” alla Reggia di Caserta, sono stati licenziati dal Ministero dei Beni Culturali.

Come riferisce ‘Il Mattino’, i custodi assenteisti sono stati convocati a Roma lo scorso 25 luglio, e successivamente è stata notificato loro il provvedimento di licenziamento. I sei (ex) dipendenti del complesso vanvitelliano sono accusati di truffa aggravata e continuata e falso nelle attestazioni di presenza in servizio per essersi allontanati dal luogo di lavoro dopo aver timbrato il badge.

In particolare due di loro, identificati in Raffaele Narciso e Giovanni Maiale, si “assentavano volontariamente, per diverse ore, dal posto di lavoro durante l’orario in cui avrebbero dovuto svolgere le loro, privi di qualsivoglia autorizzazione da parte della Direzione amministrativa competente, con le aggravanti di aver commesso il fatto in danno di un Ente pubblico e in violazione dei doveri inerenti il pubblico impiego svolto”.

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