Inchiesta Interporto, revocati i domiciliari a Campolattano

Si è dimesso da tutti gli incarichi nella società

Revocati gli arresti domiciliari, resta solo il divieto di dimora in provincia di Caserta per Antonio Campolattano, amministratore delegato dell'Interporto Sud Europa.

La decisione è stata adottata dal gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Orazio Rossi a seguito dell'istanza presentata degli avvocati difensori Mauro Iodice ed Amedeo Barletta che poggiava le basi sulle dimissioni da tutti gli incarichi ricoperti all'interno dell'Interporto e dalle società in cui i reati sono stati consumati.

Campolattano era finito in manette dieci giorni fa insieme con Giuseppe Barletta, legale rappresentante della società ‘Agli antichi splendori’ e amministratore dell’omonimo gruppo industriale, ed il dirigente del Comune di Marcianise Gennaro Spasiano.

Secondo la Procura, il dirigente avrebbe illegittimamente rilasciato tra il mesi di aprile 2017 e il gennaio 2018 tre permessi a costruire a favore di società del gruppo imprenditoriale di Giuseppe Barletta in assenza della necessaria approvazione della variante urbanistica.

L’illegittimità dei permessi muove dalla constatazione della Procura circa il fatto che il dirigente Spasiano ha fondato i permessi adottati su una delibera del Commissario Straordinario del Comune di Marcianise datata 3 giugno 2016 non potendo fare, posto che tale delibera era ed è in realtà privo di valore provvedimentale.

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L’altro profilo di illegittimità dei permessi a costruire attiene al fatto che il dirigente comunale li aveva adottati sulla base di una concezione stipulata il 29 giugno 2016 dallo stesso Spasiano con i rappresentanti delle società del gruppo interessate, illegittima appunto perché a sua volta non approvata dall’organo consiliare del Comune di Marcianise.

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