Fidejussione illecita a garanzia di 21 milioni. Il manager intercettato: "Io sono socio del Confidi"

I retroscena dell'inchiesta sull'Interporto. La società "esisteva solo formalmente" e gli inquirenti hanno seri dubbi sulla "reale operatività"

E’ un tentativo di truffa ipotizzato dal gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Orazio Rossi quello ai danni del Comune di Marcianise nell’accordo siglato con l’Interporto Sud Europa nel novembre 2016 e ratificato da una delibera approvata dalla giunta presieduta dal sindaco Antonello Velardi. E' quanto ermege dagli atti dell'ordinanza che ha portato all'arresto dell'imprenditore Giuseppe Barletta per bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio. In realtà la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere aveva ipotizzato proprio il reato di truffa ai danni dell’amministrazione comunale, che il gip però non ha ritenuto sussistere.

15MILA EURO PER GARANTIRE 21 MILIONI

Il nodo è legato alle polizze fideiussorie che sono state consegnate dall’ISE al Comune a ratifica dell’accordo: “pezzi di carta” secondo quanto rappresentato dagli inquirenti che a fronte di un versamento di una somma minima (15mila euro) avrebbero dovuto garantire una somma vicina ai 21 milioni di euro. Una garanzia che, però, arrivata da un soggetto denominato ‘Confidi Centro Italia’ che, di cui era presidente del consiglio di amministrazione, Giuseppe Di Cicco, 68 anni, esercente, di fatto, “l’attività di “altre attività di riprese fotografiche”. Un Confidi che aveva sede legale a Chieti Scalo, anche se tutta la posta, come verificato dalla Guardia di Finanza, veniva recapitata a Castrocielo, in provincia di Frosinone. La Cooperativa, inoltre, risultata avere anche un altro ufficio a Lanciano che però non risultava operativo. Accertamenti che permettevano di ipotizzare che “tale Confidi esisteva solo formalmente, emergendo dubbi sulla sua reale operatività”. A cui, va aggiunto, che il ‘Confidi’ in questione non avrebbe potuto rilasciare le polizze nei confronti di un Ente Pubblico non essendo iscritto nell’elenco necessario della Banca d’Italia.

IL PROCURATORE: “FIDEJUSSIONE FALSA PER IL COMUNE” | VIDEO

LO SMS: “LASCIO 15MILA EURO PER POLIZZA”

Ed è proprio questo Confidi che avrebbe dovuto garantire l’accordo da oltre 20 milioni di euro siglato dall’Interporto Sud Europa col Comune di Marcianise. Come emerge chiaramente dalle telefonate intercettate tra l’amministratore delegato dell’ISE Antonio Campolattano con i mediatori delle polizze fidejussorie, coi quali si lamenta del prezzo (ritenuto dagli inquirenti già molto basso) che gli era stato paventato. “Questo mi sta chiamando, mi ha scocciato, dice che l’altra volta gli hai fatto un prezzo e dice che non si trova. Sta facendo un macello” commenta il mediatore Giovanni Uccella. “Quello dell’altra volta andava Nene. Ho detto, ma mister, quello era riferito a quello vecchio… questo è nuovo” gli replica Pasquale Pisaniello che è colui che ha curato l’emissione della polizza. E poi è lo stesso Campolattano a mandare un messaggio dove specifica di lasciare 15mila euro sul conto dell’Interporto per le polizze del Confidi.

“IO SONO SOCIO DEL CONFIDI”

E lo stesso trattamento Campolattano voleva ‘dedicarlo’ anche ai creditori, in particolare alla famiglia Leonetti. L’Interporto, infatti, con l’accordo siglato col Comune di Marcianise si era fatto carico anche di liquidare il risarcimento milionario che era stato deciso dal tribunale nei confronti degli espropriati. Ed al telefono con l’avvocato della controparte si offre di “rilasciare una polizza del Confidi, la stessa che abbiamo dato al Comune di Marcianise, a garanzia del pagamento”. Sottolineando, nella telefonata, di essere lui stesso (Campolattano) “socio del Confidi”. 

I DUBBI DEL PREFETTO

Sulla delicata vicenda dell’accordo tra Comune ed Interporto, gli inquirenti hanno ascoltato anche il prefetto Antonio Reppucci, che ha guidato il Comune di Marcianise prima dell’insediamento della nuova amministrazione di Antonello Velardi e che è stato colui che ha portato negli uffici di piazza Umberto I il dirigente Gennaro Spasiano, colui che ha gestito l’operazione Interporto. E proprio il prefetto, come sottolinea il gip nell’ordinanza, non ha mancato di “sollevare qualche dubbio” relativamente alla procedura amministrativa scelta per approvare il protocollo d’intesa, con una delibera di giunta in assenza di un passaggio in consiglio comunale che, a suo dire, sarebbe stato dovuto.

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