Aggressione sessuale nel parco, il pachistano resta in carcere

Nuovi controlli incrociati con le telecamere. La Diocesi: “Collaborazione con la Caritas”

Resta in carcere per ora il pachistano senza fissa dimora fermato per l’aggressione sessuale all’interno del Parco Pozzi di Aversa ai danni di un bambino di 13 anni che ha raccontato di essere stato avvicinato e “palpato” dall’uomo, facendo scattare le indagini. I carabinieri di Aversa stanno effettuando nuovi controlli incrociati con le immagini delle telecamere presenti sia all’interno dell’area verde che nella zona circostante per tentare di ricostruire l’accaduto. Intanto non sembra trovare riscontri l’altra denuncia presentata dalla famiglia di una bambina di 8 anni.

Intanto sulla vicenda è intervenuta anche la Diocesi di Aversa per chiarire i rapporti col pachistano che era ospitato dalla Caritas di Aversa: “Nel condannare ogni forma di violenza e di delinquenza che, da chiunque sia commessa, inquina il vivere della società, la Curia vescovile, con la stessa Caritas, evidenzia che i fatti di cui si parla non sono avvenuti all'interno delle proprie strutture, dove nessuno è ospite stabile, e che, nel rispetto delle Leggi, i dati personali degli assistiti sono sempre a disposizione delle Autorità di Polizia. In Caritas l'accoglienza alle persone bisognose rimane un impegno mai discriminatorio, attento alle urgenze del momento e orientato a sostenere il cammino di vita delle persone. Andare incontro a ciascuno per aiutarlo nel momento del bisogno è sicuramente anche un atto educativo ad un sano rapporto con la società. Per questo la Caritas vive con grande amarezza situazioni che, come queste, contraddicono il proprio impegno ed il lavoro attento e generoso di tanti volontari. Nell'esprimere tanta solidale vicinanza alle vittime di ogni genere di violenza, la Caritas ribadisce il proprio impegno, la propria tensione e la fiducia di poter contribuire ad un più positivo e civile vivere della società”.

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Sul caso è intervenuto anche l’assessore alle Politiche sociali Dino Carratù: “L'autore del vile atto, grazie al sistema funzionante e attivo di videosorveglianza presente anche nel Parco Pozzi, così come nel resto della città, è stato già consegnato alla giustizia. Come ho già richiesto in luglio - prosegue ancora Carratù - solleciterò nuovamente le forze dell'ordine chiedendo un maggiore controllo del territorio. Allo stesso modo chiederò, in primis con la collaborazione della Caritas diocesana, dei centri di accoglienza e ancora con l'aiuto delle forze dell'ordine, un censimento degli immigrati clandestini ed irregolari presenti sul territorio cittadino. Aumenteremo ancora l'applicazione del Daspo urbano che rappresenta, nell'immediato, il primo strumento adottabile per frenare gesti animaleschi, senza distinzione di nazionalità o colore della pelle”.

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