Indagine sul Consorzio Idrico, tre anni 'coperti' dalla prescrizione

Nel mirino della Guardia di Finanza soprattutto presidente e vice

Il presidente del Consorzio Idrico Pasquale Di Biasio

E’ il periodo 2011-2019 quello finito al centro dell’inchiesta della Guardia di Finanza di Caserta sul Consorzio Idrico Terra di Lavoro, di cui Casertanews vi ha dato notizia in anteprima 24 ore fa. Lo certificato proprio le fiamme gialle con una nota ufficiale nella quale spiegano che il danno totale quantificato è di circa 3 milioni di euro, anche solo poco più di 800mila viene contestato agli amministratori in carica dal 2014 ad oggi, con la prescrizione per quelli antecedenti.

Lle attività investigative condotte dai militari del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria di Caserta hanno accertato che il management del Consorzio - Ente normativamente costituito per la gestione del servizio idrico di diversi Comuni della Provincia di Caserta - ha “indebitamente corrisposto, nel periodo dal 2011 al 2019, emolumenti stipendiali al Presidente Pasquale Di Biasio e Vice Presidente dell’Assemblea consortile Carmine Palmieri e all’intero Consiglio di Amministrazione, riconoscendo cospicue somme in particolar modo per le figure del Presidente e del Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione a cui sono state elargiti i compensi più sostanziosi”. 

In realtà, tali somme sono state liquidate in violazione alle misure di contenimento della spesa pubblica previste dal D.L. 78/2010, che ha previsto la necessaria gratuità dell’attività svolta da “amministratori di comunità montane e di unioni di comuni e comunque di forme associative di enti locali aventi per oggetto la gestione di servizi e funzioni pubbliche”. 

Sul tema si è formato anche un consolidato orientamento giurisprudenziale da parte di numerose Sezioni Regionali di Controllo della Corte dei Conti che hanno riconosciuto la piena applicabilità di tale norma anche ai consorzi tra enti locali - tra i quali rientra a pieno titolo il Consorzio Idrico oggetto di accertamento. Pertanto, la Magistratura contabile - recependo le risultanze degli accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle - ha disposto la notifica degli “inviti a dedurre” nei confronti di n. 20 amministratori pro-tempore del predetto Consorzio nei cui confronti è stata ritenuta ascrivibile la responsabilità amministrativa per l’indebita percezione, a vario titolo, degli emolumenti in parola, ammontanti complessivamente a circa 900.000,00 euro, per il periodo dal 2014 al 2019, attesa l’intervenuta prescrizione per le annualità pregresse. L’attività investigativa svolta conferma ancora una volta il costante e incisivo impegno profuso dalla Procura Regionale della Corte dei Conti per la Campania e dalla Guardia di Finanza a tutela del corretto utilizzo dei fondi pubblici e nel costante contrasto agli abusi e agli sprechi che incidono fortemente sui bilanci degli Enti pubblici locali.

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