Sequestri a Zagaria, 8 indagati: ci sono anche le cognate del capoclan

L'operazione della Dia ha fatto scattare i sigilli a due ville e un negozio a Casapesenna

Michele Zagaria durante un colloquio in carcere coi familiari

Personale del Centro Operativo Dia di Napoli, coadiuvato da militari del Comando Provinciale Carabinieri di Caserta, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dall’ufficio gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

IL VIDEO. DAI COLLOQUI IN CARCERE AI SEQUESTRI

La misura cautelare ha per oggetto beni di ingente valore commerciale, circa 3 milioni di euro, che le indagini hanno consentito di appurare essere nella piena disponibilità di alcuni componenti della famiglia del capoclan Michele Zagaria, boss di Casapesenna attualmente detenuto al regime del 41 bis nella casa circondariale de L’Aquila. Della famiglia Zagaria risultano condannati (ed attualmente detenuti) anche alcuni tra i fratelli e le sorelle del citato capo clan: Beatrice, Elvira, Pasquale ed Antonio, questi ultimi due destinatari dell’odierno provvedimento cautelare reale.

Le attività investigative, che si sono avvalse di intercettazioni dei colloqui che i detenuti indagati svolgevano in carcere con i familiari, di intercettazioni telefoniche ed ambientali degli indagati liberi e di minuziosi e complessi riscontri di natura bancaria e documentale, hanno consentito di accertare la riconducibilità dei beni in sequestro, sotto il profilo della diretta pertinenzialità, alle fattispecie di reato contestate agli odierni indagati, i quali presentano, altresì, un quadro reddituale di assoluta sproporzione rispetto al valore dei beni dagli stessi acquistati.

Ville e negozio sequestrati

Il provvedimento colpisce una lussuosa villa ubicata a Casapesenna, risultato essere nella effettiva proprietà di Antonio Zagaria e della moglie Patrizia Martino (attualmente sottoposta alla misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Casapesenna nell’ambito dello stesso procedimento penale, in quanto indagata per il delitto di ricettazione). L’immobile, del valore commerciale di oltre un milione di euro al momento dell’acquisto, fu venduto dietro corrispettivo di soli euro 30mila euro. Risulta attualmente completamente ristrutturato e finemente arredato.

Sequestrata anche una seconda villa risultata essere nella effettiva proprietà di Pasquale Zagaria e della moglie Francesca Linetti (attualmente sottoposta alla misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Casapesenna nell’ambito dello stesso procedimento penale, in quanto indagata per il delitto di ricettazione). L’immobile ha un valore commerciale di oltre un milione e 500mila euro ed è stato interamente costruito su di un terreno estorto da Pasquale Zagaria al precedente proprietario, il quale ricevette, contro la sua volontà, la somma di 60.000 euro per la compravendita.

Infine è stato sequestrato un negozio di abbigliamento risultato essere nella effettiva proprietà di Carmine Zagaria e formalmente intestato alla moglie Tiziana Piccolo (attualmente sottoposta alla misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Casapesenna nell’ambito dello stesso procedimento penale, in quanto indagata per il delitto di ricettazione).

I reati contestati

In relazione all’acquisto dei beni sequestrati ad Antonio Zagaria, Patrizia Martino e Luigi Diana, detto “o’riavul”, pregiudicato e persona vicina alla famiglia Zagaria, è contestato il reato di trasferimento fraudolento di valori, per aver intestato a terzi (la cui posizione è stata archiviata nel presente procedimento) l’immobile risultato essere nella loro proprietà. A Pasquale Zagaria è contestato il delitto di estorsione in danno dei precedenti proprietari dell’immobile; allo stesso, a Francesca Linetti ed a Marcella Maccariello è contestato il  reato di trasferimento fraudolento di valori, per aver intestato fittiziamente, i coniugi Zagaria-Linetti, l’immobile risultato essere nella loro proprietà a Marcella Maccariello; a Carmine Zagaria e a Tiziana Piccolo è contestato il reato di trasferimento fraudolento di valori, Zagaria avrebbe infatti fittiziamente intestato l’esercizio commerciale MI.NI STORE (ditta individuale) alla coniuge Tiziana Piccolo.

Le perquisizioni in casa

A tutti gli indagati è stato notificato, inoltre, un provvedimento di avviso della conclusione delle indagini preliminari. Contestualmente sono state eseguite sei perquisizioni domiciliari nei luoghi di residenza/dimora di tutti gli indagati liberi e negli immobili ed esercizi commerciali in sequestro. Questi ultimi, infine, sono stati immessi in possesso ad un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Napoli, che ne curerà la gestione in attesa della definizione del procedimento.

Gli indagati

Questo l’elenco completo degli indagati nell’ambito dell’inchiesta della DDA: Luigi Diana; Francesca Linetti, moglie di Pasquale Zagaria; Marcella Maccariello; Patrizia Martino, moglie di Antonio Zagaria; Tiziana Piccolo, moglie di Carmine Zagaria; Antonio Zagaria; Carmine Zagaria; Pasquale Zagaria.

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