58 INDAGATI Maxi-truffa con assegni clonati, un casertano a capo della banda

I titoli spariti dalle poste, modificati ed incassati nel Nord Italia grazie alla rete di "conoscenze"

Gli assegni sono risultati contraffatti

Gli assegni cartacei e digitali sparivano dal circuito postale e bancario per essere clonati ed incassati dai complici sull'asse Piemonte-Lombardia. Sono 4 le persone destinatarie di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, 2 agli arresti domiciliari mentre altri 5 sono stati colpiti dalla misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Torino che ha scoperto un'associazione a delinquere finalizzata alla truffa che aveva la sua base in Campania ed il suo braccio operativo al Nord Italia. 

A capo della banda - sono circa una sessantina gli indagati complessivamente - c'era Giuseppe S., 55enne di Frignano, per il quale il gip Giacomo Marson ha disposto la misura in carcere. Secondo la ricostruzione degli inquirenti era colui che materialmente avrebbe procurato gli assegni da clonare, grazie ad una rete di contatti con la malavita, sottraendoli dai circuiti postali oltre a coordinare le attività per negoziare i titoli. A livello più basso c'erano i procacciatori di "negoziatori", che avevano il compito di trovare persone - molte delle quali straniere e residenti nel torinese - che avrebbero dovuto versare gli assegni clonati sui propri conti correnti messi a disposizione della banda. 

Spesso sono state le banche a segnalare il tentativo, spesso riuscito, di negoziare titoli contraffatti ma anche gli effettivi destinatari degli assegni, da parte di Enel o di compagnie assicurative, hanno denunciato di non aver ricevuto il titolo facendo nascere le indagini. Le intercettazioni telefoniche tra gli indagati ed i frequenti viaggi sull'asse Napoli-Torino hanno permesso di far scoprire la truffa. Sono almeno 71, secondo quanto ricostruito, i casi di assegni cambiati. In qualche circostanza le forze dell'ordine sono riusciti ad intercettare i negoziatori beccandoli con numerosi titoli tra le mani (in un'occasione ne vennero sequestrati 22). 

Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Nello Sgambato, Paolo Gallina e Carlo Fabbozzo. 

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