Maxi sequestro, l'imprenditore si difende: "Vittima di un consulente infedele"

L'avvocato dell'imprenditore ha presentato ricorso al Riesame

E’ stato già presentato ricorso al tribunale del Riesame per ottenere il dissequestro dei 371mila che la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha sequestrato (col via libera del tribunale) all’imprenditore Antimo Maccarelli, legale rappresentante della società Sei Impianti - Service Impianti e Montaggi industriali ed energetici società cooperativa.

A renderlo noto è l’avvocato Raffaele Manfellotto che sottolinea come “la vicenda ha un antefatto che esclude il tentativo di evasione e manifesta la perfetta buona fede del signor Maccarelli”. Secondo la tesi dell’avvocato “la società è stata vittima involontaria di un consulente infedele, unico responsabile dell'accaduto. Infatti, si è avuta contezza del mancato pagamento dell'IVA 2016 solo a seguito di ispezione della Guarda di Finanza, la quale, nel novembre scorso, ha rilevato che il consulente fiscale della società aveva redatto una dichiarazione IVA del tutto erronea e commesso altre omissioni, pur avendo tenuto una contabilità del tutto veritiera; ragione per la quale già da dicembre scorso ho ricevuto incarico di procedere per responsabilità professionale e risarcimento del danno”.

Al momento del sequestro, aggiunge, “la società stava già sanando la posizione fiscale, versando quanto dovuto, per porre riparo alle negligenze del consulente. Per completezza, rappresento che la ‘Sei impianti’ è un grosso contribuente, dal momento che dal 2016 a oggi ha versato, per imposte, circa 2 milioni e mezzo di euro. La società lavora in piena regola, dacché ha DURC regolare e paga puntualmente i suoi 135 dipendenti e i fornitori e non ha alcun debito. Di conseguenza, il sequestro non ha motivo d'essere, in quanto la società gode di “ottima salute”, dimostra solvibilità e volontà di assolvere gli obblighi fiscali omessi nell’anno oggetto di indagine, come ha provveduto per i successivi.  E' solo un soggetto contribuente caduto purtroppo nelle mani di un professionista negligente”.

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