L'imprenditore 'amico del capoclan' resta in carcere

Respinto il ricorso anche dalla Cassazione

Il capoclan Michele Zagaria

Nicola Fontana resta in carcere. L’imprenditore edile di Casapesenna, finito in manette nello scorso mese di ottobre, si è visto respingere anche dalla Cassazione il ricorso per ottenere la libertà. Il 44enne è finito invischiato in una inchiesta della Guardia di Finanza, coordinata dalla Dda, secondo la quale era da considerare “un imprenditore di fiducia” del clan dei Casalesi, in particolare del boss Michele Zagaria, da cui avrebbe ottenuto una sorta di «benedizione» per potersi aggiudicare svariati appalti pubblici, come i lavori per i cimiteri di Casapesenna e di Trentola Ducenta (in quest’ultimo comune l’appalto fu poi revocato perché la società di Fontana fu raggiunta da un’interdittiva antimafia).

Dopo la bocciatura dell’istanza al Tribunale del Riesame, l’avvocato di Fontana si è giocato anche la carta del ricorso in Cassazione, sottolineando come ai tempi di aggiudicazione di alcuni appalti il suo assistito fosse solo “uno studente universitario” e che le dichiarazioni del collaboratore Luigi Cassandra (ex assessore di Trentola Ducenta) erano state “lette in maniera errata”.

Ma gli ermellini non hanno accolto il ricorso. Nella sentenza resa nota pochi giorni fa, i giudici della Sesta Sezione Penale (presidente Anna Petruzzelis) scrivono: “Le attendibili dichiarazioni di più collaboratori di giustizia, tutti qualificati esponenti del clan camorristico in parola - la cui credibilità è stata già positivamente saggiata in numerosi altri analoghi procedimenti penali - avevano concordemente indicato il Fontana come una persona di fiducia del capo cosca Michele Zagaria, facente parte di quel gruppo di imprenditori del posto legati al clan da un rapporto intenso e stabile, che permetteva loro, da un lato, di ricevere incarichi di lavoro e appalti grazie all'intervento degli altri sodali e ai rapporti che questi avevano con politici e amministratori del posto, dall'altro di avere protezione nei confronti degli affiliati ad altri gruppi delinquenziali, anche fuori dalla provincia di Caserta, impegnandosi a versare, in favore dello Zagaria, una percentuale degli incassi derivanti dall'esecuzione di quei lavori o un 'regalo' nel caso di attività svolta fuori zona”.

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