Appalti pilotati, condannati gli imprenditori Iavazzi e Sorbo

Ritenuti colpevoli anche altri 3 imputati che avevano scelto l'abbreviato

Cinque persone sono state condannate col rito abbreviato nell’ambito dell’inchiesta ‘Assopigliatutto’, che portò la Procura a svelare gli intrecci su diversi comuni della provincia di Caserta relativamente alle gare d’appalto per i rifiuti.

Il gup Grammatica ha condannato Francesco Iavazzi di Caserta, proprietario della Impresud; l’imprenditore Luciano Sorbo di Casapulla; Gennaro D’Onofrio (membro della gara del Comune di Casagiove) ed Antonio Menditto di Pietralemara; l’ingegnere Ernesto Palermiti di Casagiove (ex dirigente del Comune di Piedimonte Matese). Le pene sono molto basse, dagli 8 mesi ad un anno e 4 mesi (tutte sospese). Una sentenza un po' a sorpresa, visto che ha ribaltato provvedimenti cautelari favorevoli agli indagati emessi nel corso delle indagini preliminari.

Il processo nasce dall’inchiesta che portò all’emissioni di misure cautelare a carico di diversi sindaci del Matese che, secondo la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, avevano ‘aggiustato’ i bandi per l’appalto rifiuti in diversi comuni per indirizzarli verso determinate società. Nel collegio difensivo sono impegnato gli avvocati Gennaro Iannotti, Barletta e Iappelli.

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