Furti d'auto col trucco dello 'spinotto', 23enne confessa ed ottiene i domiciliari

Si era consegnato qualche giorno dopo l'arresto dei complici

Arresti domiciliari per Emanuele O. M., 23enne di Casoria, settimo componente della banda dei furti d'auto con lo 'spinotto' smantellata lo scorso 26 novembre che imperversava nelle province di Caserta, Napoli e Latina. Il 23enne, sfuggito in un primo momento al blitz, si costituì presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere lo scorso 28 novembre accompagnato dal suo avvocato Ferdinando Letizia.

Il giudice del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha disposto la sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari grazie al comportamento collaborativo tenuto dall'indagato in corso di interrogatorio di garanzia. Oltre ad ammettere i reati a lui ascritti (associazione a delinquere finalizzata alla consumazione di immumerevoli furti d'auto e ricettazione) il 23enne ha delineato con dovizia di particolari il ruolo svolto dagli altri indagati.

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Il battesimo della banda criminale ci fu nel 2018 con il furto di un'auto nei pressi della stazione ferroviaria di Vairano-Caianello e l'opera si sparse a macchia d'olio nelle province di Caserta, Napoli e Latina con 8 furti d'auto messi a segno e 3 tentati. La banda si spostava nelle tre province a bordo di una vettura e dopo l'individuazione dei veicoli da sottrarre mettevano a segno il colpo. Tutte auto di nuova immatricolazione e di ingente valore di mercato. Per implementare l'operato criminale la banda si dotò di uno 'spinotto' del valore di 600 euro grazie al quale decodificare le chiavi delle auto prese di mira e permetterne l'accensione. Unico ostacolo per i ladri rimaneva il sistema bloccasterzo. 

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