Nutrita con le flebo e "benedetta" con palpatine sul seno da don Michele Barone

Una vittima racconta il suo calvario: "Ero schiava dei suoi diktat ed ho smesso di mangiare"

Il prete del Tempio di Casapesenna don Michele Barone

Una dieta da "indemoniati" quella prescritta da don Michele Barone, su indicazione di santi, ad una delle sue vittime. Un regime alimentare basato esclusivamente su flebo di glucosio e poche ostie al giorno. Regime alimentare cui si aggiungevano "benedizioni" insolite, con la vittima che veniva denudata e palpata oltre ad essere costretta a fare il bagno nuda, insieme ad altre "possedute" nell'acqua esorcizzata durante incontri pubblici della "setta" di don Michele.

Nutrita solo con flebo ed ostie

Sono queste alcune delle circostanze riferite da una ragazza di Maddaloni che ha parlato delle prescrizioni alimentari impartite dal sacerdote per "scacciare il demonio". "Don Michele, sempre giustificandosi dietro i messaggi dei santi, mi dava indicazioni precise sulla alimentazione che dovevo tenere - ha spiegato ai magistrati la ragazza - In particolare, siccome, ad un certo punto del mio calvario, ho iniziato a vomitare il cibo, lo stesso mi ha detto che erano gli angeli ad aver deciso che non dovessi mangiare e che, per 4 mesi, avrei dovuto alimentarmi solo con flebo di glucosio e dieci o undici ostie benedette al giorno.

Essendo totalmente schiava dei suoi dictat - prosegue la ragazza - ho smesso di mangiare e due o tre volte ho chiamato un’infermiera affinché mi facesse le flebo, giustificando il fatto dicendo che tale opzione terapeutica fosse stata una prescrizione del medico".

La giovane ha ammesso di odiare di farsi le flebo e smise di sua iniziativa evitando di dirlo al sacerdote "per paura delle possibili conseguenze dannose".

Palpate "benedette" nel parcheggio del Tempio

Non solo l'alimentazione. Oltre agli esorcismi la giovane, maggiorenne, ha parlato anche "benedizioni", davvero particolari che venivano fatte da don Barone nell'abitazione della ragazza, a Casapesenna ed all'interno dell'auto del prete nel parcheggio del Tempio. "tutti i giorni o più volte al giorno, mi “benediva”.

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La benedizione consisteva nell’alzarmi la maglia, sbottonarmi il reggiseno e il pantalone, facendomi rimanere quasi nuda – a volte anche davanti agli altri adepti – e nel toccarmi in varie parti del corpo, tra cui seno, glutei e inguine. Sul mio seno, tra l’altro, faceva spesso apprezzamenti e, in quelle circostanze, mi dava schiaffi sul culo. Inoltre, mi costringeva – a me e alle altre adepte possedute – a fare il bagno nuda nell’acqua esorcizzata".

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