Le fogne nel Volturno: sequestrati 10 impianti, indagati sindaci e dirigente

Maxi inchiesta dei carabinieri sul mancato funzionamento delle pompe

Ex sindaci, il dirigente del settore Lavori pubblici del Comune di Capua ed il legale rappresentante di una società a cui erano stati affidati i lavori di manutenzione degli impianti di sollevamento e di collegamento delle acqua reflue sono indagati dalla Procura della repubblica di Santa Maria Capua Vetere per disastro ambientale relativamente all’inquinamento del fiume Volturno. I carabinieri dell’Aliquota Operativa della compagnia di Capua hanno provveduto a sequestrare, su ordine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, gli impianti di sollevamento delle acque reflue e meteoriche asserviti alla rete fognaria ed idrica del Comune di Capua. Sequestro eseguito d’emergenza e poi confermato anche dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che lo ha convalidato. 

L'inquinamento del fiume Volturno

L’inchiesta nasce a conclusione di una attività di indagine avviata tra aprile e maggio 2018 diretta a valutare l’incidenza sulla qualità delle acque del fiume Volturno dell’immissione, nel suo letto, di diversi corpi idrici. Nell’ambito dei controlli, l’Arpac provvedeva il 2 maggio scorso ad effettuare dei campionamenti del fiume Volturno in corrispondenza dello sfiorato di piena dell’impianto di sollevamento ubicato nel borgo Santella di Capua. L’esito delle analisi evidenziata una “chiara alterazione dei valori”, palesemente riconducibile ad un fenomeno di inquinamento ambientale all’interno delle acque. 

Le fogne nel fiume

Nel corso del sopralluogo si accertava inoltre che la contaminazione era causata dal mancato funzionamento delle pompe di sollevamento delle acque reflue provenienti dal centro della città di Capua, la cui inefficienza determinava lo sversamento dei liquidi fognari direttamente nel fiume Volturno, anzichè essere avviati al depuratore consortile di Marcianise. Nel corso delle ulteriori verifiche effettuate dai carabinieri di Capua estese a tutti gli impianti (8 per il sollevamento delle acque reflue e 2 per quelle meteoriche), si poteva accertare un generale malfunzionamento delle apparecchiature nonché il loro pessimo stato d’uso, causati dalla mancata manutenzione nel corso del tempo.

Trovati batteri pericolosi

Per verificare se il mancato funzionamento degli impianti avesse determinato un pregiudizio all’ecosistema fluviale, il personale dell’Arpac di Caserta con l’assistenza dei carabinieri di Capua, il 30 luglio 2018, effettuata ulteriori prelievi d’acqua in prossimità dei due maggiori impianti di sollevamento asserviti alla rete fognaria di Capua (borgo Santella e via Giardini) dalle cui analisi emergevano aumenti del batterio di escherichia coli e dei tensioattivi totali di azoto amoniacale e ossigeno, chiaramente legati alla presenza nelle acque di sostanze organiche provenienti dalle fogne cittadine, senza alcun trattamento di depurazione.

Perquisiti gli uffici del Comune

Nel corso delle indagini, il 22 novembre scorso, sono stati perquisisti anche gli uffici del settore Lavori pubblici del Comune di Capua, nonché il depuratore consortile di Marcianise, dove sono stati sequestrati i documenti inerenti la progettazione, la realizzazione e l’affidamento dei lavori di manutenzione degli impianti di sollevamento e di collegamento delle acque reflue al depuratore di Marcianise.

Le accuse per gli indagati

Ex sindaci, dirigente dei Lavori pubblici e legale rappresentante della società di manutenzione sono stati raggiunti da un avviso di garanzia: sono indagati, in corso, per disastro ambientale, sversamento di liquidi nocivi, omissioni ed immissione in acque superficiali di rifiuti incontrollati. 

"Salvaguardiamo la salute dei cittadini"

“La misura è stata assunta - afferma in una nota il capo della Procura Maria Antonietta Troncone - nell’interesse e per salvaguardare l’igiene e la salute della popolazione della città di Capua, nonché per evitare che la libera disponibilità degli impianti da parte dell’Ente comunale potesse determinare un ulteriore aggravio sul già delicato equilibrio dell’ecosistema del Volturno e dei suoli della città di Capua”.

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