Fiction su Zagaria, un inutile smacco per Casapesenna

Nomi ed episodi modificati nella miniserie Rai sulla cattura del boss "Sotto Copertura"

Alessandro Preziosi ha interpretato il boss Michele Zagaria

Realtà alterata, romanzata per fare audience o per motivi di copione. E' questo il primo commento che viene da fare al termine della fiction "Sotto Copertura - La cattura di Zagaria", andata in onda per quattro settimane su Rai1 in prima serata. 

La fiction, appunto un prodotto di finzione, ha deluso le aspettative di chi volesse approfondire i fatti, di conoscere come sono andate le cose nella realtà. Nulla di più lontano. Nella miniserie si parla di un ispettore di Polizia, tale Michele Romano (nella realtà l'ex capo della squadra mobile di Napoli Vittorio Pisani) che dirige le operazioni per catturare l'ex primula rossa Michele Zagaria, interpretato da Alessandro Preziosi. E proprio i nomi, eccezion fatta per quello del boss dei casalesi, sono tutti adulterati.

Ma non solo l'onomastica. Nel corso della miniserie Rai, infatti, accadono cose mai verificatesi come alcuni omicidi inventati di sana pianta. Insomma è fiction, finzione, la rete nazionale si è ben premurata di informare i telespettatori che i fatti narrati prendono spunto dalle cronache ma con l'inserimento di elementi di fantasia.

Ed allora vien da chiedersi: perché lasciare il nome di Casapesenna? Per quale motivo la città deve trovarsi ad essere citata in prima serata a milioni di italiani? Trattandosi di fantasia si poteva utilizzare un nome inventato come già accaduto per Casal di Principe (divenuta Casale di Castello in un'altra fiction) o per Arzano, trasformata in Corsano nel più famoso "Io Speriamo che me la cavo". Sia chiaro, Michele Zagaria con le sue azioni nella realtà ha già penalizzato abbastanza il paese. A che serve quest'altro smacco?    

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