CAMORRA Pizzo ai commercianti, blitz contro il clan: 6 arresti

La banda imponeva i propri gadget agli esercenti, scacco al clan Mazzara

Sei ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite questa mattina dai carabinieri della Compagnia di Aversa nei confronti di esponenti del clan Mazzara. I sei arrestati, 4 finiti in carcere e due agli arresti domiciliari, sono accusati di estorsioni ai danni di commercianti di Cesa, ai quali imponevano l’acquisto di gadget.

In carcere sono finiti Luca Scarano, 26enne di Aversa (al quale viene contestata l'associazione camorristica), Santo Riccio (non ancora trovato dai carabinieri), Vincenzo Marino, 49enne di Cesa, e Tammaro Scarano (già recluso e diventato collaboratore di giustizia), mentre ai domiciliari Carlo Abategiovanni, 25enne di Villaricca e Aniello Pecovella, 24enne di Aversa.

Gli arrestati, finiti nel mirino della Direzione Distrettuale Antimafia, sono ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, detenzione illegale di armi e munizioni ed estorsione, aggravati dalla finalità mafiosa.

L’indagine sarebbe partita proprio dalle dichiarazioni rese da Tammaro Scarano, principale autore delle condotte estorsive contestate, il quale ha ammesso le sue responsabilità ed ha chiamato in correità i complici. Tammaro Scarano è già stato condannato a 13 anni di carcere nell'ambito di una indagine sul clan Mazzara di Cesa. Gli episodi estorsivi contestati alla banda sono sette, commessi tra il 2013 e il 2017 ai danni di commercianti di Cesa: due in macellerie e poi in una sala giochi, un supermercato e ai danni di un ragazzo. Le attività investigative hanno fatto luce su una serie di estorsioni ai danni di commercianti poste in essere attraverso l’imposizione di beni, quali ad esempio gadget pubblicitari, o la classica richiesta di periodiche somme di denaro nelle festività natalizie o pasquali. 

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