Pizzo di Natale per Bidognetti: assolto imprenditore

Ha solo dato un passaggio in auto agli esattori del clan. Il pm aveva invocato 9 anni

Il verdetto pronunciato al tribunale di Napoli Nord

Avrebbe solo dato un passaggio in auto alle persone sbagliate non fornendo alcun apporto alla richiesta estorsiva ai danni di un imprenditore edile di Parete. Si è concluso con un'assoluzione il processo per Italo Bellamoli, 39 anni di Marano, accusato di tentata estorsione con l'aggravante mafiosa, in particolare perchè commessa per conto del clan dei Casalesi, gruppo Bidognetti. 

La sentenza è stata pronunciata nel corso del pomeriggio di oggi dalla seconda sezione collegiale (Collegio B) del tribunale di Napoli Nord, presieduta dal giudice Cioffi che ha accolto le tesi dei difensori, gli avvocati Romolo Vignola e Paolo Pascarelli Dell'Aquila, che hanno sostenuto il contributo, sostanzialmente passivo, fornito dal loro assistito alla richiesta estorsiva. 

Secondo l'accusa Bellamoli, insieme ad altre persone (già giudicate e condannate con rito abbreviato), si sarebbe recato presso un imprenditore di Parete per chiedere la tangente di Natale. La vittima, però, si rivolse ai carabinieri facendo arrestare gli esattori e riconoscendo Bellamoli come il conducente dell'auto a bordo della quale viaggiavano gli estorsori. Auto che venne riconosciuta anche in una seconda circostanza, quando venne reiterata la richiesta estorsiva. Condotte per cui il pubblico ministero della Dda Alessandro D'Alessio aveva invocato la condanna a 9 anni e 3 mesi di reclusione. 

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Il collegio difensivo, però, è riuscito a dimostrare come Bellamoli, anch'egli imprenditore edile, stesse effettuando lavori presso l'abitazione di uno degli estorsori e che gli venne chiesto prima un passaggio e poi il prestito dell'auto. Sostanzialmente il suo contributo sarebbe stato passivo. Bellamoli, infatti, non sarebbe mai sceso dalla macchina. I giudici hanno creduto a questa ricostruzione pronunciando il verdetto assolutorio. 

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