Maxi tangente all’imprenditore, a processo il fratello di Iovine

Rito abbreviato per i 6 accusati di estorsione alla ditta impegnata nella costruzione di appartamenti

Oreste Reccia, Giuseppe Iovine e Salvatore Venosa

Sono accusati di aver chiesto una tangente da 40mila euro al titolare di una ditta impegnato nella costruzione di 18 appartamenti a Castel Morrone. Per questo saranno giudicati nel processo con rito abbreviato che si terrà al tribunale di Napoli Giuseppe Iovine, 57 anni, fratello del boss pentito Antonio, Umberto e Salvatore Venosa, 68 e 45 anni (quest’ultimo collaboratore di giustizia), Nicola Fedele, 37 anni, e Oreste Reccia, 50 anni, tutti di San Cipriano d’Aversa. Con loro alla sbarra è finito anche Antonio Baldascini, 58enne di Casal di Principe.

Nell’inchiesta, come riporta ‘Cronache di Caserta’, sono coinvolte anche tre persone accusate di intestazione fittizia, che hanno scelto però di affrontare l’udienza preliminare: Antonio e Mario Di Somma, di Trentola Ducenta, e Mariacira Ruggiero, di Ercolano. Proprio a  Mario Di Somma e la Ruggiero secondo la DDA era stata attribuita fittiziamente una quota dell’impresa del settore della lavandiere industriale riconducibile in realtà a Iovine, con l’obiettivo di evitare un possibile sequestro.

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