Ergastolo ostativo, stop dell'Europa. I camorristi sperano, ma dovranno dissociarsi

La decisione della Corte di Strasburgo impone all'Italia di modificare la legge sull'ergastolo ostativo. Permessi anche ai boss che non collaborano con la giustizia

I boss dei Casalesi Francesco Bidognetti, Francesco Schiavone e Michele Zagaria

La Corte di Strasburgo dichiara l'ergastolo ostativo, che colpisce i detenuti per mafia e si accompagna al regime del carcere duro, contro i diritti dell'uomo. Si apre uno spiraglio per ben 957 detenuti in Italia - tra cui val la pena citare, tra gli altri, i boss dei Casalesi Francesco Schiavone Sandokan, Francesco Bidognetti e Michele Zagaria - che potranno ricevere benefici - permessi premio, lavoro esterno, misure alternative al carcere - qualora dovessero "redimersi" delle loro azioni.

LA SENTENZA

Sia chiara una cosa da subito: i 17 giudici della Grand Chambre non hanno disposto la liberazione anticipata di nessun boss detenuto. In sostanza la decisione dei giudici della Cedu impone all'Italia di modificare la legge sull'ergastolo ostativo, regolamentata dall'articolo 4bis dell'ordinamento penitenziario. La legge prevede che non possono essere concessi benefici detentivi ai condannati per reati di mafia o terrorismo salvo che questi non inizino un percorso di collaborazione con la giustizia. E proprio questo, per la Corte di Strasburgo, toglierebbe al detenuto la possibilità di redimersi, di avere una chance per migliorare la propria condizione.

I BOSS DEVONO DISSOCIARSI

I giudici, "pur ammettendo che lo Stato possa pretendere la dimostrazione della 'dissociazione' dall’ambiente mafioso", evidenziano "che tale rottura può esprimersi anche in modo diverso" e senza l’automatismo legislativo attualmente vigente, quello della collaborazione con la giustizia. Insomma i boss possono pentirsi da un punto di vista morale, dissociandosi formalmente dalla cosca criminale di appartenenza, ma senza dare una mano alla giustizia (la legge attualmente vigente prevede benefici anche per coloro che con la loro collaborazione non forniscono un contributo rilevante, tra l'altro). 

LE REAZIONI

Durissime le reazioni alla sentenza da Di Maio a Salvini. "Io da italiano, nato in una terra stupenda ma spesso ostaggio di mafie e criminalità, penso che ognuno può e deve poter essere artefice del proprio destino. Sei tu che scegli, nessun altro - dichiara Luigi Di Maio - Puoi scegliere di essere una brava persona, di rispettare la legge. Oppure puoi scegliere di fare il contrario, di delinquere, di uccidere e in quel caso paghi, senza sconti. Se vai a braccetto con la mafia, se distruggi la vita di intere famiglie e persone innocenti, ti fai il carcere secondo certe regole. Nessun beneficio penitenziario, nessuna libertà condizionata. Paghi, punto. Si chiama ergastolo ostativo, una delle tante intuizioni del magistrato Giovanni Falcone e in Italia è una misura fondamentale nel sistema di contrasto alle organizzazioni criminali. Ma oggi la Corte di Strasburgo ci dice che questa misura viola persino i diritti umani e che dovremmo riformarla. Ma stiamo scherzando? Qui abbiamo combattuto e combattiamo ancora una guerra contro le mafie. Qui in Italia abbiamo visto i corpi senza vita, abbiamo sentito esplodere le bombe, abbiamo ricevuto minacce e ancora oggi ci sono centinaia di imprenditori onesti che ne ricevono. Qui in Italia piangiamo ancora i nostri eroi, le nostre vittime, e ora dovremmo pensare a tutelare i diritti dei loro carnefici? I diritti di chi ha sciolto i bambini nell’acido? Non esiste. Il MoVimento 5 Stelle non condivide in alcun modo la decisione presa dalla Corte. La storia del nostro Paese ci ha lasciato in eredità troppo sangue e dolore. Noi non ci giriamo dall’altra parte!"

"Ennesima follia dalla Corte dei diritti umani di Strasburgo ai danni dell’Italia - tuona Matteo Salvini - Dovremmo essere più gentili con ergastolani, mafiosi e assassini??? Mai. Per quanto riguarda me e la Lega, il carcere a vita per i peggiori delinquenti non si tocca. Impegniamoci piuttosto per introdurre il lavoro obbligatorio per i detenuti, come avviene in altri Paesi al mondo, perché è troppo facile uccidere e poi starsene sdraiati su un lettino. Sbaglio?".

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