Duplice omicidio nella faida di camorra, processo per i killer accusati da Schiavone

Giudizio immediato per Nicola e Giovanni Mazzara, Verde ed il collaboratore di giustizia Scarano per i delitti di Michele Caterino e Cesario Ferriero

Nicola Schiavone

Giudizio immediato per il doppio omicidio di camorra nella faida tra i clan Caterino e Mazzara di Cesa. Dovranno presentarsi alla fine di ottobre dinanzi alla Corte d'Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Giovanni Mazzara, 61 anni, detenuto a Siracusa; Nicola Mazzara, 64, detenuto a Terni; Alberto Verde, 46 anni, di Aversa che di recente ha ottenuto i domiciliari (accusato solo del delitto Caterino), oltre al collaboratore di giustizia Tammaro Scarano, 33 anni di Aversa, che oltre ad aver ammesso le proprio le sue responsabilità nei delitti commessi all'età di appena 20 ha chiamato in correità i tre complici.

Il provvedimento di fissazione dell'udienza, riferisce AdnKronos, è stato notificato agli imputati dai carabinieri. Tra gli accusatori c'è anche Nicola Schiavone, figlio del famigerato capoclan Francesco "Sandokan" Schiavone, che con le sue dichiarazioni ha permesso di individuare gli autori dei due omicidi di camorra le cui vittime (Michele Caterino e Cesario Ferriero) erano ritenute vicine al clan Caterino - Ferriero rivale a quello dei Mazzara di Cesa.  

In particolare l'uccisione dell'imprenditore 26 anni  Cesario Ferriero crivellato la sera di Natale del 2007 nella sua auto con un fucile a pallettoni in via Fratelli Cervi, sotto l'abitazione della fidanzata che avrebbe dovuto sposare a giugno del 2008, suscitò molto scalpore.

La sua è una famiglia di costruttori. Il capostipite è il papà Domenico Ferriero, poi i tutti i figli maschi (Lorenzo e Michele) hanno seguito le sue orme. Come aveva fatto anche il 26enne. E le ditte di famiglia (Cogefer e Immobiliare Ferriero) sono finite in passato diverse volte nel mirino della camorra. Davanti alla loro casa di via Nenni fu fatta esplodere una bomba carta, mentre risale a qualche fa un altro raid in un cantiere di Orta di Atella, dove ignoti appiccarono il fuoco provocando ingenti danni. I  collaboratori di giustizia spigheranno i motivi di questi attentati e di questa lunga scia d sangue.   

Nel collegio difensivo gli avvocati Carlo De Stavola, Elisabetta Carfora,  Franco Liguori  e Patrizia Sebastianelli per il collaboratore Scarano

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