Fiumi di cocaina dal Venezuela all'ombra della Reggia

Il capoluogo territorio di spaccio dei narcotrafficanti turchi e sudamericani

La cocaina spacciata a Caserta arriva dal Venezuela

Fiumi di cocaina dal Venezuela a Caserta. E' questa la circostanza che emerge da una sentenza della corte di Cassazione che ha rigettato il ricorso presentato da Antonio Ciriello, 46enne di Pollena Trocchia, che si era rivolto alla Suprema Corte per chiedere la continuazione tra due condanne per due differenti associazioni a delinquere finalizzate allo spaccio di droga.

Per gli Ermellini, nonostante la medesima tipologia di reato e la parziale sovrapponibilità temporale delle condotte, hanno respinto il ricorso in quanto le due associazioni erano diverse. La prima prevedeva l'attività di vendita per le piazze di Secondigliano mentre la seconda operava a Napoli, Caserta, Brescia, Modena, Milano, nonché in Turchia, Venezuela e Inghilterra.

Secondo quanto accertato Ciriello avrebbe fatto parte di un'associazione che importava stupefacenti dalla Turchia e dal Venezuela - in pieno stile narcos - e la rivendeva nel casertano ed in altre parti d'Italia. La droga importata era, in particolare, eroina, cocaina, hashish, crack, marijuana, ecstasi, kobrett.

Per i giudici della Prima Sezione Penale, presieduta da Toni Adet Novik, "sulla base di tali due elementi (luoghi di svolgimento dell'attività associativa, soggetti partecipanti, con particolare riferimento a quelli aventi funzior i direttive), unitariamente considerati, l'ordinanza impugnata ha, con motivazione logica, inferito che gli accertamenti giudiziali di merito  riguardarono due distinte associazioni per delinquere cui il ricorrente prestò, anche nel periodo compreso fra l'anno 2008 e il 15 luglio 2010, la propria attività di fornitore agli spacciatori al minuto di rilevanti quantità eroina e cocaina".

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