Don Barone urla in aula: "Sono ancora un prete"

Assente il vescovo Spinillo chiamato a testimoniare. Don Aversano: "Esorcismo pratica non violenta"

Don Michele Barone

"Sono ancora un sacerdote". E' stata questa la risposta piccata di don Michele Barone data al pubblico ministero Alessandro Di Vico  che poco prima, nel porre una domanda al testimone don Carlo Aversano, aveva appellato il sacerdote del Tempio di Casapesenna bollandolo come "ex".

E' quanto accaduto stamattina in aula nel corso del processo per maltrattamenti in famiglia, lesioni nei confronti di una minorenne e violenza sessuale (contestata esclusivamente a don Barone) che vede alla sbarra i genitori di Maddaloni  della 13enne vittima di don Barone, costretta a subire botte durante violente pratiche esorciste, ed il dirigente del commissariato di Maddaloni Luigi Schettino. Don Michele, presente in aula - con la solita claque di adepti nei corridoi del primo piano del palazzo di giustizia sammaritano (il processo è a porte chiuse) - ha preso la parola sottolineando come sia ancora un prete e che la sua sospensione sia temporanea. 

Come detto stamattina dinanzi al collegio presieduto dal giudice Maria Francica è stato ascoltato don Carlo Aversano, parroco autorizzato dalla diocesi a praticare esorcismi. Don Carlo ha ribadito al Tribunale come durante le pratiche di esorcismo la persona "indemoniata" non vada toccata e che la guarigione deve avvenire esclusivamente attraverso la preghiera. L'unico contatto ammesso, secondo quanto spiegato da don Carlo Aversano, è l'abbraccio, per offrire un conforto alla persona posseduta dal demonio. Insomma pratiche lontane, lontanissime, da quelle esercitate - senza autorizzazione - da don Barone che ha picchiato la 13enne al punto da deformarle un orecchio, mordendola e schiacciandole la testa con i piedi. 

Stamattina, inoltre, avrebbe dovuto essere presente anche il vescovo di Aversa Angelo Spinillo che, però, non si è presentato in tribunale (come testimone) in quanto si trova all'estero. Il processo è stato rinviato oltre la metà di ottobre. 

Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Maurizio Zuccaro, Camillo Irace, Giuseppe Stellato e Carlo De Stavola. Si sono costituite parte civile due ragazze che accusano don Michele Barone di violenza sessuale, con gli avvocati Rossella Calabritto e Luigi Mordacchini.  

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