Dissesto bis, Tresca: "Polemiche strumentali di chi ci ha lasciato quel debito"

Il segretario cittadino del Pd interviene: "Situazione difficile da affrontare con senso di responsabilità"

Il segretario cittadino del Pd Enrico Tresca

Il Partito Democratico fa quadrato intorno al sindaco di Caserta Carlo Marino dopo la bocciatura del piano di riequilibrio finanziario.

"La sentenza della Corte dei Conti che boccia il bilancio di riequilibrio del 2016 del comune di Caserta, presentato dall’allora commissario Niccolò e approvato dal Ministero dell’Interno, è chiaramente un elemento di preoccupazione perchè impedirà di acquisire il fondo di rotazione che chiuderebbe la partita del debito post dissesto - scrive il segretario cittadino del Pd Enrico Tresca in una nota - Nonostante ciò risultano inaccettabili le polemiche strumentalmente messe in atto dalle opposizioni contro il centrosinistra".

Tresca preferisce far parlare i fatti. "Quando questa amministrazione - prosegue - si è insediata nel giugno 2016 ha trovato una passività di ben 25 milioni, accumulata dal 2012 in poi, quindi partendo da una situazione di pareggio di bilancio dopo la dichiarazione di dissesto. Adesso, dopo 18 mesi, lo sbilancio è sceso a 15 milioni, il che significa che si è operato riducendo quella massa del 40%. Sono stati messi in atto interventi strutturali di riduzione della spesa del personale, di riduzione delle spese per gli aggi al concessionario dei tributi, di riorganizzazione della macchina amministrativa per rendere più efficiente l’accertamento ed il recupero delle entrate e in prospettiva per internalizzare il servizio".

Sicuramente ad avviso del segretario dem "Si può fare di più e si può fare meglio, ma anche qui le opposizioni raccontano una realtà distorta. Non si può negare - dice ancora Tresca - l’evidenza delle progettualità messe in campo per recuperare finanziamenti destinati ad opere pubbliche necessarie, che altrimenti non ci potremmo permettere e che in prospettiva potranno contribuire ad una contrazione delle spese, come ad esempio alcuni degli interventi già finanziati sul patrimonio scolastico o sulla pubblica illuminazione, che porteranno ad una riduzione delle bollette per il Comune, o il biodigestore che farà risparmiare un milione e mezzo all’anno di tariffa ai cittadini e produrrà metano per il parco auto comunale. Piuttosto se, come sembra, la Corte dei Conti fa prevalere l’interpretazione della continuità del debito pre-dissesto con quello post-dissesto, allora c’è da chiedersi come erodere ancora la attuale quota 70 milioni di eredità dal dissesto, ma questa è materia di lavoro dei prefetti della OSL".

Poi una stoccata a Speranza per Caserta "che forse su questo punto si è distratta, pensa di avere la soluzione, spieghi alla città le sue ricette per rientrare dal debito di oltre 90 milioni, siamo tutt’orecchie e responsabilmente ne faremo uso per il bene di Caserta! C’è una situazione difficile e va affrontata con senso di responsabilità da parte di tutti. Non abbiamo fatto polemiche quando abbiamo scoperto ciò che le casse comunali mostravano, e abbiamo sostenuto Marino nella scelta di rimboccarsi le maniche e lavorare ad una soluzione di prospettiva. Proprio per questo non accettiamo il paradosso che l’amministrazione di centrosinistra venga addirittura messa sul banco degli imputati da Forza Italia, che quel debito ha prodotto durante la sua amministrazione! Un bilancio di competenza positivo negli ultimi due anni, l’ultima trimestrale di cassa positiva per oltre due milioni di euro, un ridottissimo utilizzo dell’anticipazione di cassa nell’ordine di poche decine di migliaia di euro, questi sono fatti e non sono contestabili. E questi fatti testimoniano una tendenza al riordino dei conti sulla quale non accettiamo lezioni, ma sulla quale per il bene della città siamo disponibili al confronto, quando libero informato e leale".

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