Mazzette per i lavori in caserma: chieste 10 condanne

Invocati oltre 46 anni di carcere per ufficiali ed imprenditori

L'imprenditore Franco Caprio ha chiesto il rito ordinario

Dieci richieste di condanna per la corruzione di ufficiali dell'esercito in cambio di lavori. Questa la conclusione a cui è giunta il pubblico ministero Marina Mannu del tribunale di Santa Maria Capua Vetere al termine della sua requisitoria nell'ambito del processo, con abbreviato, celebrato dinanzi al gup Orazio Rossi, riguardante la seconda tranche dell'inchiesta sulle mazzette per i lavori nelle caserme.

Il pm ha chiesto 4 anni e 6 mesi per Raffaele Bisogno, capo ufficio Lavori; 4 anni per Renato Bastione; 6 anni per Aniello Palomba; 4 anni per Tommaso Vitale; 9 anni per Eugenio Cannarile;  4 anni per Luca Comparini; 4 anni per Massimo Morici; 4 anni per Carlo Barbagallo, ex socio di minoranza della Juvecaserta; 4 anni per Assunta Romano. Chiesta l'assoluzione per Bruno Pitta. 

Hanno, invece, optato per il rito ordinario altri indagati tra cui l'imprenditore di Casal di Principe, trapiantato a Caserta, Franco Caprio

Gli imputati sono accusati a vario titolo di corruzione e turbata libertà degli incanti. L'attività investigativa, svolta anche attraverso servizi di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, oltre che nell'acquisizione di documentazione amministrativa e contabile, risulta essere stata confortata da adeguati servizi di appostamento e pedinamento, all'esito dei quali è stato appurato come svariate gare di appalto fossero state assegnate ad imprese riconducibili a Caprio, dietro elargizione ai pubblici ufficiali di somme di denaro ed altre utilità. 

Il processo è stato rinviato alla fine di aprile mentre la decisione del giudice è attesa per metà maggio. Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Gennaro Iannotti, Angelo Raucci, Federico Simoncelli, Vittorio Giaquinto, Giuseppe Stellato e Mirella Baldascino. 

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