Medico aversano affetto da coronavirus e ricoverato in Spagna | FOTO

Sabia: "Ci è stato chiesto di scendere in guerra e noi lo abbiamo fatto"

Mimmo Sabia dal letto d'ospedale a Barcellona

Mimmo Sabia è un medico di Aversa che da anni lavora in Spagna. La sua famiglia è molto conosciuta in città. Il papà Carmine è stato consigliere comunale più volte e Mimmo è salito agli onori della ribalta per essere stato il medico che ha curato Pau Dones, leader degli Jarabe de Palo. Tanto che i due si sono esibiti, a luglio 2017, insieme sul palco dell’Arena Flegrea.

Oggi si torna a parlare di Mimmo Sabia perchè lui stesso ha annunciato di avere il Covid-19. “Sapevo che poteva accadere a me e sapevo cosa volesse dire per me e la mia famiglia…non ve lo posso spiegare…né lo potete immaginare”, ha scritto su Facebook nel dare l’annuncio. “Faccio parte di quella categoria professionale, di operatori sanitari, che svolgono con il cuore il proprio lavoro; e ce ne sono tanti come me. Ci ricordano che abbiamo giurato ad Ippocrate, ci ripetono continuamente che siamo dei missionari, noi ogni giorno della nostra vita lavoriamo per salvaguardare la vostra salute…la vostra vita, spesso non curanti della nostra”.

E continua: “Stavolta addirittura ci è stato chiesto di scendere in campo, in guerra, difendere tutti voi anche solo facendo da scudo con il nostro corpo. Lo stiamo facendo e senza pensarci su. A qualcuno di noi è andata bene, ad altri purtroppo non tanto e ci sono colleghi che neanche sono più qui tra noi per raccontarlo. Il resto dei soldati non mollerà fino a che la guerra non è finita. Noi continuiamo a rispettare il nostro lavoro. Lo abbiamo giurato prima a NOI stessi. È così, si è proprio così in questo ambiente così surreale e da film dell’orrore sono tanti i protagonisti coinvolti, tante le figure professionali sanitarie e non, tante le donne e gli uomini, che antepongono la vostra vita alle loro. Nessuno ce lo deve ricordare, lo facciamo da sempre”.

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Mimmo Sabia spiega il punto di vista dei medici. Quegli eroi troppo spesso dimenticati e bistrattati che solo in questi giorni stanno ricevendo gli onori dell’opinione pubblica. “E poi ci sono gli applausi delle Otto- scrive ancora Mimmo Sabia - è molto emozionante. Davvero. Ma tra quegli applausi c’è tanta iprocrisia, troppa; c’è tutto quel mondo costruito e finto che sembra applauda dai palchi di un’arena ai gladiatori…c’è chi quando finirà lo spettacolo tornerà alla sua vita e continuerà a non prendersi cura di noi. É un mondo malato quel mondo che oggi ha deciso di mettere in ginocchio per un po’ la specie umana e ricominciare a respirare”. E chiosa: “Sono stato ferito sì ma già sto recuperando per scendere di nuovo in campo, pronto a combattere, insieme alla mia gente. Voi se potete riflettete e iniziate a prendervi cura di Noi”. (f.p.)

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