Carabiniere ucciso dal treno, condannato il ladro che stava inseguendo

Cinque anni di reclusione per Attanasio: era accusato solo di furto e resistenza a pubblico ufficiale

Il luogo della tragedia in cui è morto il vicebrigadiere Emanuele Reali

Cinque anni di carcere, di cui uno già quasi del tutto scontato. È la condanna ricevuta nel processo con rito abbreviato da Pasquale Attanasio, il ladro che con la sua fuga lo scorso 6 novembre ha ‘provocato’ la morte del vicebrigadiere Emanuele Reali.

Come riporta ‘Il Mattino’, nel processo Attanasio rispondeva esclusivamente del reato di furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Il tentativo della Procura di incriminarlo per morte a seguito di altro reato era stato già bocciato dal gip Campanaro, che non aveva trovato un nesso diretto tra fuga e decesso.

Attanasio, assieme e tre complici, nella mattina del 6 novembre aveva svaligiato un appartamento di Caserta. Nel pomeriggio era scattato quindi il blitz dei carabinieri, da ore sulle loro tracce, con tre ladri bloccati rapidamente, Cristian Pengue, Pasquale Reale e Salvatore Salvati

Il quarto, Attanasio, era invece riuscito a scappare venendo inseguito dal vicebrigadiere Reali nei pressi della stazione di Caserta. Qui Attanasio aveva scavalcato il muro finendo sui binari, seguito da Reali che venne però travolto da un treno in transito, morendo sul colpo.

La fuga di Attanasio terminò quattro giorni dopo la tragedia, quando il ladro del rione Traiano di Napoli si consegnò alle forze dell’ordine.

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