Dissequestrato il tesoro di Sagliocchi: 10 pentiti non ritenuti credibili

Respinta anche la richiesta della sorveglianza speciale

Il capoclan Michele Zagaria

Colpo di scena nell’inchiesta ai danni dell’imprenditore di Villa Literno Michele Patrizio Sagliocchi. Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha infatti respinto la misura di prevenzione personale che era stata richiesta dalla Procura (4 anni di sorveglianza speciale) ma soprattutto ha dissequestrato il tesoro da circa 50 milioni di euro che era stato posto sotto chiave. Le dichiarazioni di una decina di pentiti del clan dei Casalesi non sono state ritenute sufficienti dai giudici sammaritani per confermare il sequestro del patrimonio dell’imprenditore (difeso dall’avvocato Giovanni Cantelli) accusato di essere “colluso” con la fazione di Michele Zagaria

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Sotto sequestro era finito l’intero patrimonio riconducibile all’imprenditore casertano ed al proprio nucleo familiare, composto da disponibilità finanziarie per circa 8 milioni di euro costituite da conti correnti bancari, conti postali, libretti di deposito, titoli e rapporti assicurativi, un’imbarcazione di lusso, 14 automezzi e l’intero patrimonio societario di alcune società tutte attive nelle province di Napoli e Caserta. Dissequestrata anche una società con sede a Malta svolgente l’attività di locazioni immobiliari e di 123 beni immobili, terreni e fabbricati, ubicati nelle città e province di Napoli, Caserta, Roma e Latina. In particolare nel sud pontino a Formia i sigilli erano scattati ad un fabbricato acquistato ad un’asta fallimentare e lasciato in locazione ad un centro medico diagnostico, per un valore di circa 600.000 euro, mentre a Roma erano state sequestrate tre immobili a Trastevere. Tra gli immobili che erano state oggetto di misura patrimoniale anche fabbricati di pregio quali l’intera struttura del Cinema Posillipo di Napoli, nonché il Palazzo Alois di Caserta ed il parcheggio di via San Carlo, aperto nei mesi scorsi dall’amministratore giudiziario.

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