Le mani dei Casalesi sugli appalti pubblici. Iovine: "Ho avvicinato Pezzella d'accordo con Zagaria"

Il pentito racconta il faccia a faccia: "Ci mettemmo d'accordo per il 10% di tangente". E tira in ballo anche ex sindaco. Il gip nega la misura cautelare per l'ex dirigente della Provincia ed un altro indagato: "Non ci sono riscontri concreti"

Il pentito dei Casalesi Antonio Iovine

Ci sono anche due indagati a piede libero nell’inchiesta dei carabinieri del Ros di Napoli che ha portato all’arresto degli imprenditori Raffaele Pezzella di Casal di Principe e Tullio Iorio di San Cipriano d’Aversa. La Dda, infatti, aveva chiesto un provvedimento cautelare anche per l’ex dirigente della Provincia di Caserta (che poi ha concluso la sua carriera lavorativa al Comune di Aversa) Alessandro Diana di Casal di Principe e Vincenzo Ferri di Maddaloni. Per entrambi, però, c’è stato il rigetto della richiesta di misura cautelare da parte del gip Anna Tirone del tribunale di Napoli. I due sono stati tirati in ballo direttamente dai collaboratori di giustizia, ma per il giudice le loro propalazioni non bastano a ricostruire le accuse. Relativamente a Diana (che, secondo le accuse della Dda, avrebbe indirizzato gli appalti pubblici della Provincia di Caserta alle imprese vicine al clan dei Casalesi) vengono evidenziate “l’esiguità dei contatti telefonici captati con l’indagato Pezzella oltre che una conversazione ambientale nella quale si attesa il mancato appoggio dello stesso Pezzella al funzionario”. Per il gip mancano i riscontri anche alle accuse che sono state rivolte all’ingegnere direttamente da Nicola Schiavone,  figlio di Sandokan. Su Ferri (che avrebbe svolto il ruolo di mediatore), invece, “le attività di perquisizione non hanno fornito ulteriori elementi di supporto” alle indagini. Per entrambi dunque viene “esclusa la gravità indiziaria del delitto contestato”.

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Iovine: “Ho incontrato gli imprenditori”. E spunta anche un ex sindaco

C’è anche un pezzo da novanta del clan dei Casalesi come Antonio Iovine, alias ‘o ninno, a parlare degli imprenditori arrestati oggi dai carabinieri del Ros. Parlando di Pezzella, il collaboratore di giustizia racconta: “Ho conosciuto personalmente questo imprenditori quando venni a conoscenza di un lavoro che fu appaltato dalla Provincia di Caserta per il rifacimento delle strade nel periodo in cui Riccardo Ventre (non indagato nell’inchiesta, nda) ricopriva l’incarico di presidente della Provincia. Si tratta di un lavoro non rilevante e pur tuttavia costituiva oggetto di interesse sia mio che di Michele Zagaria. Venni a conoscenza della lista di imprenditori che si erano aggiudicati gli appalti della provincia di Caserta parlandone con Michele Zagaria. In quella circostanza si decise anche che gli imprenditori di Casapesenna sarebbero stati avvicinati da Michele Zagaria, mentre io mi sarei occupato di parlare con Raffaele Pezzella”. Qui Iovine racconta di una notizia che gli fu riportata da un suo affiliato e che cioè “il lavoro appaltato vedeva coinvolti in società Pezzella e l’allora sindaco di Teverola Biagio Luisini (non coinvolto nell’inchiesta, nda)”. Ed aggiunge: “Una volta convocati ed accompagnati nella casa dove mi trovavo chiedi ai due di riconoscermi una percentuale del 10% dell’importo dell’appalto. Concordammo in quella sede non senza difficoltà il pagamento della percentuale. Somma poi corrisposta da Pezzella e consegnata a Coppola e ricevuta da me per suo tramite”.

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