Carabinieri in aula nel processo al parcheggiatore abusivo e suo figlio

Giuseppe e Gianfranco Rinaldi sono accusati del tentato omicidio di un minorenne

Giuseppe Rinaldi meglio noto come Peppe la Tigre

Il comandante della stazione dei carabinieri di Caserta in aula nel processo a carico di Giuseppe Rinaldi, 45 anni di Caserta meglio noto come "Peppe la Tigre" e di suo figlio Gianfranco, accusati del tentato omicidio di B.F.J:, di 17 anni di Marcianise. 

E' quanto accaduto stamattina nel corso del processo a carico dei due che secondo l'accusa avrebbero speronato con la loro auto il ragazzo a Capodrise, costringendolo ad un lungo ricovero in ospedale. E proprio la vittima dell'incidente sarà sentita alla prossima udienza fissata alla metà di settembre.

Intanto nella giornata di oggi il difensore di Rinaldi, l'avvocato Nello Sgambato, ha avanzato richiesta di revoca della misura cautelare con la richiesta di sostituzione con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari.

Gianfranco Rinaldi, secondo l’ipotesi accusatoria, aggredì a piazza Dante un giovane di Caivano provocandogli una copiosa perdita di sangue dal naso. Ne nacque una lite con altri giovanissimi, tra cui il 17enne di Marcianise che colpì Rinaldi con una bottiglia prima di scappare a bordo di un Beverly 250. Gianfranco Rinaldi chiamò suo padre Giuseppe. I due inseguirono il giovane in scooter fino a raggiungerlo nella zona di via Retella a Capodrise dove lo speronarono con l'auto facendolo cadere a terra.

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