Carabiniere morto, ecco quanto rischia il fuggitivo fermato

Gli viene contestata la morte come conseguenza di reato

Emanuele Reali morto durante un inseguimento

Il dolore c’è e resterà, soprattutto per i familiari, gli amici ed i colleghi, ancora a lungo. Ma adesso l’attenzione di tutti è su cosa accadrà, processualmente, al 24enne napoletano Pasquale Attanasio, il ragazzo che, sfuggendo al fermo imposto dal vice brigadiere Emanuele Reali martedì scorso a Caserta, ne ha provocato la morte, almeno secondo l’accusa che gli è stata formulata dal pubblico ministero Capone della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

Il magistrato, infatti, gli ha contestato un reato molto ‘raro’: la morte come conseguenza di reato, un’ipotesi stabilita dall’articolo del codice penale ma che raramente si incontra nelle aule dei tribunali. Un’ipotesi di reato che prevede una forbice di condanna molto ampia, che va dai 3 ai 15 anni di carcere (in base alle aggravanti che gli potrebbero essere riconosciute), se venisse dimostrato che effettivamente la resistenza al pubblico ufficiale di Attanasio abbia provocato la morte del vice brigadiere di Bellona.

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