Il carabiniere Casertano ricorda il maresciallo ucciso: "Esempio umano e professionale"

Il militare uscito dalla terapia intensiva, il medico: "E' stato fortunato"

Il carabiniere Pasquale Casertano abita in via Patturelli

"Il mio primissimo pensiero va solo al collega, il maresciallo Vincenzo. L’ultima immagine che conservo è il suo sorriso". Così Pasquale Casertano, il carabiniere 26enne di Caserta ed in servizio nel foggiano da 2 anni, uscito ieri dalla terapia intensiva dell'ospedale di San Giovanni Rotondo dopo un'intervento chirurgico per rimuovere la pallottola che lo aveva ferito nella sparatoria in cui è rimasto ucciso il maresciallo Vincenzo Di Gennaro.

"Con lui si scherzava sempre - ha proseguito Casertano in una dichiarazione all'Ansa - era un fratello maggiore. È stato per me un punto di riferimento umano e professionale. Mi ha insegnato a sorridere sempre, anche nelle situazioni più complicate". 

Intanto le sue condizioni sembrano migliorare. "È stato un intervento complicato, è uscito ieri dalla terapia intensiva - ha detto il primario del Reparto di Chirurgia Addominale dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, Francesca Bazzocchi -  Le condizioni al momento sono stazionarie, però sicuramente sta meglio. E' stato veramente molto fortunato – ha precisato il medico – perché il proiettile si trovava in un crocicchio di vasi, cioè tra il pancreas l’aorta e la vena cava. Ripeto, è stato veramente tanto fortunato". 

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