Carabiniere ferito, un quartiere col fiato sospeso per Pasquale

I residenti: "Bravissimo ragazzo". Il colonnello: "Ha provato a salvare il collega"

Pasquale Casertano è di Caserta. La sua famiglia abita in via Patturelli

Un intero quartiere con il fiato sospeso per Pasquale Casertano, il carabiniere di Caserta rimasto ferito nel conflitto a fuoco nel foggiano in cui ha perso la vita il maresciallo Vincenzo Di Gennaro.

Già nella giornata di sabato i suoi familiari sono partiti alla volta di San Giovanni Rotondo dove il militare, 27enne, si trova ricoverato in terapia intensiva, dopo un intervento chirurgico per rimuovere il proiettile, all'Ospedale "Casa Sollievo della Sofferenza". Con loro anche le sorelle del carabiniere Casertano, una delle quali lavora come maestra a Firenze. 

La famiglia Casertano vive nella zona di via Patturelli a Caserta, nelle ex palazzine dell'Aeronautica Militare. Tutti parlano di Pasquale come un bravo ragazzo che aveva scelto di arruolarsi nell'arma, un mestiere che sognava sin da bambino, per seguire le orme del papà, poliziotto oggi in pensione. "Lo conosco da bambino - racconta una residente - Ha la stessa età dei miei figli e giocavano insieme nel parco. Poi con l'età che avanza gli interessi cambiano e si finisce con il perdersi di vista anche se ho un bel ricordo di lui". 

Nel quartiere si attendono notizie (al momento la prognosi resta riservata dopo l'intervento anche se le condizioni sono stazionarie). "Veniva spesso qui prima di trasferirsi in Puglia per lavoro - rivela un commerciante - Sapevamo che Pasquale lavorasse nel foggiano ma quando è successo l'episodio non avevamo capito che si trattasse di lui, anche perché le prime notizie parlavano di un 23enne. E' un bravissimo ragazzo, per un periodo siamo anche usciti insieme dopo il lavoro". 

Ma emerge dell'altro nella ricostruzione dell'episodio. Dopo gli spari Casertano, che si è diplomato al Mattei di Caserta, è riuscito ad ingranare la marcia ed accompagnare il collega Di Gennaro al più vicino ospedale per tentare di salvargli la vita. A rivelarlo è stato il colonnello Marco Aquilio, comandante provinciale dei carabinieri di Foggia. "Casertano nonostante la giovane età e benché ferito, aveva già una pallottola vicino all'aorta, ha trovato la forza di partire con la macchina e raggiungere il posto di medicazione più vicino per assicurare le cure al maresciallo, rimanendo con lui fino a quando non sono intervenuti i rinforzi - ha detto Aquilio nel corso della conferenza stampa convocata in Procura - Sono sicuro che sarà ancora più determinato nella sua carriera".

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