L'inferno dei 'caporali': coppia arrestata, vietato anche l'uso dei bagni

Le indagini della Finanza hanno svelato una situazione raccapricciante. Un uomo ed una donna reclutavano fino a 90 persone al giorno per lavorare nelle serre. Nel mirino due aziende, ma le indagini vanno avanti

Il gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha firmato l’ordinanza di arresti domiciliari a carico di un 49enne tunisino, M.M., e della compagna, S.N., ucraina, che sono accusato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. La coppia reclutava quotidianamente decine di persone straniere in stato di bisogno ed in condizioni di sfruttamento per la raccolta di prodotti ortofrutticoli, per la gran parte a beneficio di due aziende agricole con sede a Fondi (nel mercato ortofrutticolo) ed a Falciano del Massico (le cui attività venavo svolte sui terreni di Vairano Patenora, Pietravairano e nelle zone limitrofe).

IL BLITZ DELLA FINANZA RIPRESO COL DRONE

Il provvedimento restrittivo seguire al fermo disposto dalla Procura ed eseguito dai finanzieri lo scorso 9 ottobre a seguito di un’indagine basata su intercettazioni telefoniche, prolungati servizi di appostamenti, osservazione occulta, pedinamenti e dopo aver ascoltato anche i lavoratori “vittime” dello sfruttamento. Le indagini, che sono state avviate nel 2016, si sono concentrate nelle fasi stagionali della primavera-autunno 2016 e della primavera-estate 2017, per poi trovare ulteriori riscontri nel 2018.

Dalle indagini è emerso che i caporali operavano con continuità, abitualità ed in maniera professionale; impiegavano i lavoratori senza far stipulare contratti di lavoro col committente; corrispondeva retribuzioni ben al di sotto degli standard previsti dai contratti collettivi di lavoro; obbligavano i lavorati a turni massacrati, che si protraevano dalle prime luci dell’alba fino al tardo pomeriggio; non riconoscevano lavoro straordinario; impiegavano i lavoratori in prestazioni sotto sera, in condizioni disagiate; esigevano le spese di trasporto oltre al compenso per il caporale per aver trovato loro il lavoro; sottoponevano i lavoratori a metodi di sorveglianza e condizioni d lavoro degradanti, controllando anche la quantità di prodotti racconti e pretendendo una quantità minima di raccolto pena la decurtazione di stipendio; impedivano ai lavoratori la possibilità di comunicare tra di loro, senza pause e senza possibilità di utilizzare servizi igienici, nonostante la presenza di lavoratrici donne.

DENUNCIATI DUE IMPRENDITORI

Le vittime, nonostante intimidite da possibili rappresaglie, hanno fornito indicazioni preziose circa alcuni dettagli dell’accordo, confermando quanto già emerso dalle indagini. Nel corso delle verifiche sono stati assunti citati con associazioni sul territorio per assicurare una mediazione linguistica e culturale tale da rassicurare le vittime e stimolarne la collaborazione.

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Dai riscontri effettuati nel tempo è emersa un’attività illecita organizzata nei minimi dettagli che, potendo contare su una continua domanda da parte di alcune aziende fidelizzate, reclutava in prestabiliti punti di raccolta, situati all’interno del tessuto urbano di Mondragone e lungo il litorale comizio, decine di stranieri, per lo più bulgari, anche anche Tunisini ed ucraini, in un numero mai inferiore ai trenta con picchi di 90 lavoratori al giorno, trasportati sui luoghi di lavoro stipati in furgoni del tutto inadeguati con grave rischio anche per l’inclumità personale.

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