La Dda "chiama" tre pentiti contro il sindaco accusato di camorra

Il pm vuole convocare anche il barbiere "messaggero" del clan dei Casalesi

Fortunato e Michele Zagaria

Tre collaboratori di giustizia, un funzionario della squadra mobile di Caserta ed anche il barbiere che avrebbe fatto da "messaggero" della richiesta estorsiva fatta dal clan dei Casalesi all'ex sindaco sindaco di Casapesenna Fortunato Zagaria. Il pubblico ministero della Dda Maurizio Giordano vuole portare altre prove all'interno del processo che vede alla sbarra proprio Fortunato Zagaria insieme al capoclan Michele Zagaria ed al consigliere comunale Luigi Amato per le minacce rivolte nei confronti di un altro primo cittadino della città dell'agro aversano, Giovanni Zara (costituitosi parte civile).

LE RICHIESTE DEL PM 

Al termine dell'udienza è stato il magistrato dell'Antimafia a prendere la parola per chiedere l'escussione di altri testimoni dell'accusa. In primis i collaboratori di giustizia Nicola Panaro, Francesco Barbato e Giuseppe Misso oltre al barbiere di Casapesenna che, secondo quanto riferito da Fortunato Zagaria nel corso del suo esame, avrebbe fatto da tramite per la richiesta estorsiva da parte del clan guidato da Michele "Capastorta" proprio all'ex primo cittadino sotto processo.

Tangente da 2mila euro che è stata pagata, come lo stesso Fortunato Zagaria ha ammesso. Il pm ha inoltre chiesto l'escussione anche di un funzionario di polizia e di un'altra persona che sarebbe a conoscenza della rete di citofoni messa a disposizione del capoclan, all'epoca latitante, per comunicare con i suoi sodali. Il giudice Francica si è riservato e deciderà se ammettere i nuovi testimoni al processo nel corso della prossima udienza, fissata alla metà di ottobre.

LA DIFESA DEL SINDACO

Intanto stamattina al tribunale di Santa Maria Capua Vetere si è concluso il lungo esame di Fortunato Zagaria che ha documentato le iniziative intraprese nei confronti del clan dei Casalesi da amministratore, in particolare diverse confische. Questioni che, sempre secondo la sua versione, gli avrebbero causato minacce da parte dei camorristi, come asserito nel corso delle scorse udienze.

IL BOSS ASSENTE

Il boss Michele Zagaria, infine, stamattina era assente dalla videoconferenza, come annunciato nel corso di alcune dichiarazioni spontanee in cui ha spiegato il rifiuto a partecipare alle udienze a causa del "travisamento" delle sue parole. 

Nel processo sono impegnati gli avvocati Giuseppe Stellato, Paolo Trofino e Lino Mascia

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