Ha ospitato il boss latitante per un debito nella "bisca dei vip"

Il racconto di Caterino su Pasquale Fontana: "Dopo la freddezza nessuno li riteneva vicino a noi. Per questo Zagaria si approfittò della cosa"

Il boss Michele Zagaria

Debito di gioco debito d'onore. Ma se quel debito lo si ha con il titolare di una bisca clandestina del clan dei Casalesi allora si va ben oltre la motivazione personale e l'esigibilità dei crediti si trasforma nella piena disponibilità del debitore alle logiche mafiose. Questa la parabola di Pasquale Fontana, 47 anni di San Cipriano d'Aversa e residente a Casapesenna, arrestato nell'ambito dell'inchiesta sulle pasticcerie di Giuseppe Santoro in cui si concentravano gli interessi del capoclan Michele Zagaria.

Gli organi inquirenti cominciano ad indagare su Fontana dopo che questi è risultato essere in contatto proprio con Santoro sia nella gestine di alcuni rami delle pasticcerie sia per aver acceso, per conto della Butterfly di Santoro, un conto corrente bancario a San Giovanni Persiceto (Bologna), circostanza da cui si sviluppano le indagini. 

A parlare di Fontana con dovizia di particolari ai magistrati dell'antimafia è Massimiliano Caterino, collaboratore di giustizia, che racconta del padre (non indagato) di Pasquale Fontana con il vizio del gioco. "Era un giocatore ad altissimo livello - racconta Caterino - Noi gestivamo ... Il cognato di Michele (Zagaria, Raffaele Capaldo nda), una volta all'anno dall'8 dicembre al giorno dell'Epifania gestivamo una bisca clandestina, solo con gli imprenditori di Casapesenna ... La chiamavamo la bisca dei vip". Tutti gli imprenditori di Casapesenna "i più ricchi andavano in questo cortile". Ed il congiunto di Pasquale Fontana "giocava e giocava ... Si è fatto prestare i soldi e non ce l'ha fatta a pagare gli assegni". Per questo nacque un contrasto proprio con Capaldo, il gestore della bisca. 

Così dopo la riappacificazione Zagaria avrebbe utilizzato proprio l'abitazione della famiglia Fontana sia come rifugio durante la latitanza sia per le riunioni con gli affiliati. "Era a disposizione perchè essendoci stata questa freddezza nessuno li riteneva vicino a noi e allora Michele (Zagaria nda) ne ha approfittato di questa cosa". 

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