CAMORRA I giudici confermano le accuse ai fratelli Diana

Il tribunale del Riesame vidima il "patto" tra gli imprenditori ed il boss Zagaria

Antonio e Nicola Diana

Regge anche al Riesame l'ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei fratelli imprenditori Nicola ed Antonio Diana, originari di Casapesenna e proprietari della Erreplast di Gricignano d'Aversa, arrestati con l'accusa di essere imprenditori legati al capoclan Michele Zagaria

Il tribunale del Riesame ha rigettato l'impugnazione del provvedimento cautelare da parte degli avvocati Carlo De Stavola e Botti e confermato gli arresti domiciliari per i due imprenditori. 

Secondo la tesi della Dda di Napoli i Diana avrebbero stretto un patto criminale col clan che avrebbe consentito loro di godere di una protezione e di una tranquillità operativa tali da permettere agli stessi di raggiungere, nell’area territoriale di competenza del clan, una posizione imprenditoriale privilegiata.

In cambio, secondo le risultanze investigative, il clan avrebbe ottenuto dai Diana "prestazioni di servizi e utilità", quali il cambio assegni e la consegna sistematica di cospicue somme di denaro, necessarie ad alimentare le casse dell’organizzazione camorristica riconducibile a Michele Zagaria.

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