Il fedelissimo di Zagaria è pericoloso: "Ha ancora legami con il clan"

La Cassazione respinge il ricorso di Salvatore Nobis, detenuto al 41 bis, contro la misura di sicurezza della casa lavoro

Michele Zagaria

Salvatore Nobis, detto Scintilla, fedelissimo del boss Michele Zagaria è ancora socialmente pericoloso sia per non essersi mai dissociato dal clan dei Casalesi sia per i presunti collegamenti ancora attuali con il clan "evidenziati dall'alto tenore di vita dei familiari, non giustificato dai redditi ufficiali". 

Lo ha messo nero su bianco la Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione nelle motivazioni della sentenza con cui ha rigettato il ricorso presentato da Nobis contro la misura di sicurezza della casa lavoro, nonostante fosse detenuto al regime del carcere duro.

In particolare Scintilla ha evidenziato, tra i motivi di impugnazione della decisione del Magistrato di Sorveglianza di Trieste, l'inapplicabilità della misura di sicurezza detentiva (la casa lavoro) come aggravamento della sua condizione di detenuto al regime speciale del 41 bis. 

Per i giudici alla base della decisione del Magistrato di Sorveglianza, che ha prorogato la misura di sicurezza detentiva, la probabile commissione di nuovi reati da parte di Nobis sia per il suo "curriculum" criminale sia per l'evoluzione del suo percorso detentivo, caratterizzato da una violazione della disciplina penitenziaria. 

L'applicazione della misura di sicurezza detentiva, quindi, risulta essere "pacificamente ammessa, potendo ricorrere nei confronti di costoro, le medesime esi g enze tutelate con la sottoposizione a regime differenziato dei detenuti in esecuzione di una pena". 

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